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Dost

Qualche settimana fa, dopo il 4-1 rifilato al Bayern Monaco, vi abbiamo parlato del Wolfsburg di Dieter Hecking, squadra rivelazione nonché unica vera antagonista per i campioni di Germania, tracciando un quadro complessivo della squadra, nel quale avevamo trovato però un punto di domanda. Il riferimento era diretto all’attaccante olandese Bas Dost, autore di una doppietta contro i bavaresi, che avevamo individuato come possibile punto debole, qualora non avesse dato seguito alla bella prova di inizio gennaio. Così non è stato, Dost ha smentito anche i più scettici, trasformandosi nel vero e proprio punto di forza dei ‘Lupi’.

MACCHINA DA GOL – Dall’exploit contro il Bayern Monaco, si è preso praticamente una sola pausa di riflessione contro l’Eintracht Francoforte, salvo riprendere il cammino e punire nell’ordine Hoffenheim, Bayer Leverkusen ed Hertha Berlino in campionato, per un totale di 7 reti in 3 match, 4 delle quali rifilate alle ‘Aspirine’, e due in Europa League nel match di andata contro il malcapitato Sporting Lisbona. Il totale è presto fatto: 11 gol in 6 partite nel 2015, che fanno di lui il secondo marcatore dell’anno alle spalle di sua maestà Lionel Messi. Se andiamo a spulciare la statistica che rapporta i minuti giocati con i gol realizzati, scopriamo che il bomber olandese è ancora una volta secondo con l’impressionante score di una rete ogni 66 minuti di gioco, alle spalle del disumano Cristiano Ronaldo distante solamente un paio di minuti.

DA ZERO A CENTO – Bas Dost, attaccante olandese, classe 1989, muovi i suoi primi passi con la maglia dell’Emmen, club calcistico militante nella seconda serie dei Paesi Bassi, con il quale realizza 6 reti in 23 partite che gli valgono la chiamata dell’Heracles Almelo, in cui milita tra il 2008 e il 2010. Con la casacca bianconera, non brilla dal punto di vista realizzativo, ma viene comunque definito come uno dei migliori talenti in Olanda, tanto da attirare l’interesse di Ajax e Twente, salvo finire poi per indossare la maglia dell’Heerenveen, con il quale esplode definitivamente mettendo insieme un bottino di 45 reti in 66 match disputati. Il resto è storia recente, approda in Germania nel 2012, e dopo due stagioni non esaltanti, prende per mano il Wolfsburg e la sua carriera nel gennaio 2015 in un’annata per la verità non cominciata troppo bene. L’olandese è infatti chiuso dall’esperto Olic e dall’ex juventino Bentdner. Esordisce in questa stagione solamente all’ottava giornata, dopo due mesi passati tra panchina e tribuna, e realizza il suo primo gol stagionale addirittura agli inizi di dicembre contro l’Hannover.

L’ex Heracles, ha però conquistato Hecking, dopo la partenza di Olic, a suon di prestazioni di livello, nelle quali ha messo al servizio della squadra le sue qualità migliori: forza fisica, dovuta anche al metro e 92 centimetri di altezza, protezione di palla, spirito di sacrificio, colpo di testa e senso del gol, che uniti alla grande fiducia acquisita dopo la prestazione al cospetto di Neuer &co, ne hanno fatto un elemento imprescindibile nello scacchiere dei ‘Lupi’, che con un Dost così possono puntare, oltre che alla qualificazione in Champions, anche ad andare fino in fondo in Europa League.