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Quando Mattia Destro ha scelto di lasciare Roma e la Roma, per accettare la corte del Milan, forse non si aspettava che oggi, poco più di tre settimane dopo, la sua situazione potesse vivere un momento simile. Le cose, si sa, nel calcio possono mutare in fretta, la stessa che sembra aver accomunato la società giallorossa e lo stesso giocatore, eccessivamente convinti che cambiare aria fosse la soluzione giusta per tutti. Dal suo arrivo a Milano, in un tripudio di tifosi entusiasti e scortato dal suo più grande sponsor Adriano Galliani, Destro non sembra aver tratto i benefici sperati e, cosa ancora più curiosa, anche a Roma iniziano a chiedersi se davvero il sacrificio fosse così necessario.

La maglia numero 9 del Milan di Pippo Inzaghi, resta evidentemente tabù per chi ha la (s)fortuna di indossarla; era già accaduto con Fernando Torres, sta ricapitando anche con il giovane Mattia. Possibile che fare il centravanti al Milan, sia così complicato? Uno come SuperPippo, tra i migliori interpreti in Italia del ruolo, non può non avere in mano la soluzione, che però tarda ad arrivare. Nell’ultima gara di campionato di domenica con il Cesena, Destro è riuscito a giocare soltanto 11 palloni nei 63′ in cui è stato in campo: una miseria se si pensa a quanto per un centravanti d’area di rigore, essere servito e coinvolto nella manovra, sia fondamentale. Anche nella gara con l’Empoli di due settimane fa, le cose non erano andate poi tanto meglio; i dati (23 palle toccate in 85′) sono eloquenti e a poco vale il fatto che proprio nel corso di quella partita, Destro sia riuscito a realizzare la sua prima rete in maglia rossonera. Il saldo è profondamente in negativo, i correttivi di là da venire. Il Milan di Inzaghi in questa stagione non ha mai giocato due partite consecutive con gli stessi undici, segno che i tanti esperimenti e i mille ribaltoni tattici, continuano a rendere la vita difficile ai bomber; el nino Torres, dopo un inizio incoraggiante, era finito ben presto ai margini, mentre Pazzini ha sempre rappresentato un’alternativa di lusso. Titolare con Parma, Empoli e Cesena, Destro non si è ancora inserito nei meccanismi del suo nuovo club, e non potrebbe essere altrimenti, ma il suo già palese disagio potrebbe aumentare con il passare del tempo e complicare i piani della società rossonera. Galliani è riuscito a strappare un prestito oneroso con diritto di riscatto a giugno pari a 16 milioni di euro, che, seppur pagabili in tre rate, non garantiscono certezze sul futuro al Milan dell’ex gioiello della Primavera dell’Inter.

Ecco perchè, dopo averlo scaricato, a Roma sperano ancora di riabbracciarlo a fine stagione. Il ds giallorosso Walter Sabatini, suo grande estimatore, ha parlato della cessione come di una scelta “non solo tecnica, abbiamo voluto dargli respiro perchè qui era oppresso da tante cose che non si possono rivelare. Roma è una piazza difficile e a volte i giocatori ne risentono“. Dopo una stagione e mezza persa tra equivoci tattici e infortuni, Destro era rientrato prepotentemente in squadra, ritrovando finalmente anche quello che gli riesce meglio, il gol. 13 in 20 presenze lo scorso campionato e una media, in rapporto ai minuti giocati, spaventosa. Non è bastato però a convincere i più scettici, che gli hanno sempre rimproverato di segnare reti mai decisivi e sempre contro piccole squadre; il suo rapporto con Rudi Garcia poi, è andato lentamente deteriorandosi, facendo di Destro la riserva di Totti negli ultimi tempi. Per una ragazzo di appena 23 anni la continuità è importante, ecco perchè la scelta del Milan ha vinto sull’opportunità di restare giallorosso e giocarsi le sue chance nelle varie competizioni in cui la Roma è ancora in corsa. Resta da chiedersi come mai si sia scelto di lasciarlo partire, senza prima aver provveduto a rimpiazzarlo adeguatamente; il deludente Doumbia non sembra al momento poter rappresentare una garanzia, tutt’altro. Se è vero che alla Roma nelle ultime uscite è mancato proprio un centravanti in area di rigore, tanto valeva insistere su Destro, coinvolgendolo nuovamente nel progetto tecnico.

Dal canto suo, il 9 rossonero, non sembra aver risentito dell’inizio non brillante e guarda avanti: “Sono arrivato da poco e devo entrare nei meccanismi della squadra. Spero da settimana prossima di fare meglio. So quello che posso dare, la fiducia in campo non mi è mancata”. Già, proprio la stessa che non hanno dimostrato di avere a Roma, dove anche un Destro così è un rimpanto.

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