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Fabio-Cannavaro

Fabio Cannavaro ha rilasciato una intervista all’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport” dove tocca diversi argomenti. Il campione del mondo 2006, attuale allenatore dei cinese del Guangzhou Evergrande, si è anche espresso in toni poco lusinghieri nei confronti del calcio italiano.

IN CINA A LUNGO – Fabio Cannavaro comincia parlando dell’avventura asiatica: “Non mi sono ancora reso conto della realtà in cui sto vivendo, mi auguro che fra un anno la mia famiglia possa raggiungermi, non intendo restare qui senza impegno e non considero la panchina del Guangzhou una cosa di poco conto. Come allenatore cerco di essere meticoloso, senza fare lo sbaglio di vedere il match con gli occhi del calciatore, ed ai miei giocatori dico lo stesso. Tra chi scende in campo e chi osserva dalla panchina c’è molta differenza”.

IL MAESTRO – Cannavaro non manca di elogiare il suo predecessore Marcello Lippi, con cui tanti sono stati i momenti belli in carriera: “Ho tanta stima e rispetto per lui, ancora faccio fatica a dargli del tu talmente lo ammiro. E’ per me un consigliere unico, fantastico, e sono contento che una volta lasciata la guida tecnica della squadra sia rimasto come dirigente. Non è mai invadente ed è sempre pronto ad aiutarmi”.

TUTTO OK – Cannavaro si esprime anche sulla recente condanna a proposito di una presunta evasione di Ires, Irap e Iva per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro fra il 2005 ed il 2010 oltre che la rottura dei sigilli della sua villa a Posillipo, sequestrata per lavori abusivi: “Le sentenze vanno rispettate ma ritengo che sia io che mio fratello Paolo, che pure è stato accusato di questi reati, siamo innocenti e non abbiamo trasgredito la legge. All’epoca io vivevo a Dubai con la mia famiglia mentre Paolo, nominato curatore dell’immobile, si trovava in ritiro con il Napoli. Sono fiducioso sul fatto che il tempo aggiusterà tutto”.

E CHI TORNA PIU’? – Per finire Fabio Cannavaro ha parole dure nei confronti del pallone di casa nostra: Dalla Cina penso che sia meglio stare lontani dal calcio italiano. Vedere il Parma ridotto in quella triste situazione è desolante, dopo che negli anni ’90 aveva rivestito un ruolo di primo piano sia in Serie A che in Europa grazie a grandi campioni. Ora che sta fallendo si fatica a trovare i responsabili, è incredibile. Il nostro movimento regredisce sempre più senza che nessuno intervenga per fermare questa spirale, si pensa soltanto a mantenere le poltrone del potere ed a fare soldi”.

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