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Goran-Pandev1

Irresistibile. Per alcuni giocatori, il richiamo del nostro paese è ancora qualcosa di unico e a cui è difficile resistere. Agli “a volte ritornano“, come gli ultimi casi di Cerci, Eto’o, Diamanti e Gilardino, si aggiungono quelli che ritorneranno nei prossimi mesi, come Goran Pandev. Il macedone sarà infatti un nuovo giocatore del Genoa a partire dal prossimo giugno, assieme agli altri acquisti a parametro zero, Gakpè e Lazovic. Dopo solo un anno lontano dall’Italia dunque, l’ex giocatore di Inter e Napoli, tornerà nel paese in cui è cresciuto e che ormai rappresenta la sua seconda patria.

L’ex gemello di Oba Martins ai tempi della Primavera nerazzurra, con cui vinse uno scudetto da protagonista, era emigrato in Turchia dopo la fine dell’esperienza napoletana, complici alcuni dissapori con Rafa Benitez. “Perché sono andato via? E’ una domanda da rivolgere non a me, ma a Benitez”, aveva detto, lasciando intuire quali fossero i rapporti tra i due. Esploso a Roma, sponda laziale, con Delio Rossi, nel corso della sua carriera è sempre stato un giocatore dalle grandi potenzialità , peccando non poco quanto a continuità di rendimento. Le sue giocate, i suoi piedi educati, si sono accessi a intermittenza, lasciando soltanto intravedere quello che uno della sua classe avrebbe potuto fare. Memorabili, non sono per i successi al termine della stagione, i sei mesi all’Inter con Josè Mourinho, forse l’unico tecnico ad essere riuscito a tirare fuori il meglio del suo repertorio. Arrivato a Milano dopo la burrascosa vicenda giudiziaria con Lotito, riuscì subito a inserirsi in un gruppo già rodato, divenendo uno dei protagonisti dello storico Triplete; il lavoro di raccordo tra i reparti, il sacrificio in fascia, i suoi gol decisivi, furono il risultato di un periodo magico, il migliore della sua carriera, vissuto a tutta velocità. Forse anche per questo motivo, negli anni successivi, il macedone è tornato ad essere il giocatore di sempre, croce e delizia per tecnici e tifosi. Con Benitez del resto, non aveva legato già a Milano, ritrovandolo poi lo scorso anno a Napoli; chiuso dagli exploit di Callejon e Mertens, non è mai riuscito a ritrovare la necessaria continuità per esprimersi al meglio.

Credeva di potersi rilanciare a Istanbul, fortemente voluto da Cesare Prandelli, ma le cose sono andate diversamente. Genova potrebbe rappresentare la piazza ideale nella quale rilanciarsi e far divertire ancora per qualche anno i tifosi italiani, che ne hanno sempre apprezzato le qualità. Giocatore esperto, talento puro ma inespresso, capace di illuminare e deprimere, sembra essere arrivato nel club giusto, su misura per lui. Resterà da capire in che modo Gasperini vorrà impiegarlo, quale sarà la posizione in cui collocarlo, e soprattutto se Pandev avrà l’umiltà di ricominciare davvero dopo aver vivacchiato di rendita. Discorsi evidentemente ancora troppo prematuri, di cui ci sarà modo di parlare. Il club rossoblù ha dimostrato in questi anni di saper rilanciare giocatori in fase discendente, e la scommessa Pandev rientra certamente in quest’ottica.

L’Italia, culla del Rinascimento, nel destino di giocatori scostanti e incompresi, pronta a raccogliere i tanti richiedenti “asilo calcistico”. Proprio come Goran Pandev, gradito ritorno.

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