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europa league italiane

Dopo tanto penare era quello che ci voleva: l’Italia riscatta il proprio buon nome portando tutte e cinque le sue squadre partecipanti all’Europa League agli ottavi di finale della competizione, un’impresa che sa tanto di anni ’80 e ’90, quando le nostre compagini dominavano la scena internazionale ed invogliavano campioni provenienti da ogni parte del mondo a cercare un ingaggio da noi.

TUTTO FACILE – Onestamente in pochi ci speravano, ed è una cosa legittima visto il livello delle avversarie fatte fuori ieri; fa eccezione il Napoli che per una volta ha goduto di un sorteggio benevolo dall’urna di Nyon pescando ai sedicesimi i poco quotati turchi del Trabzonspor, che pure hanno dato filo da torcere ai club di Serie A nei passati incroci, ma stavolta è stato troppo vario il distacco, con la squadra azzurra che ha dettato legge all’andata limitandosi ad un allenamento a porte aperte davanti ai propri tifosi nella giornata di ieri. Anche all’Inter tutto sommato è andata bene contro un Celtic che storicamente in Europa fa da cenerentola, e nonostante qualche difficoltà di troppo in Scozia i nerazzurri l’hanno spuntata ieri, pur soffrendo ancora una volta più del dovuto nonostante pure con un semplice 0-0 le cose sarebbero andate comunque per il meglio.

CUORE TORO – Le imprese di giornata le hanno fatte Fiorentina, Roma e soprattutto Torino. Poniamo i granata più in alto di tutti perché i granata di Ventura erano alla loro prima partecipazione all’Europa League dalla metà degli anni ’90 e sarebbe stato inevitabile pagare lo scotto dell’inesperienza anche contro una squadra di medio-bassa caratura come l’Athletic Bilbao, che comunque di partecipazioni alle coppe era più abituata a viverne. Al San Mames il Toro ha sfoderato una prestazione di carattere ed orgoglio che le ha permesso di andare in vantaggio per ben tre volte rimediando al rischioso 2-2 casalingo dell’andata sovvertendo ad ogni pronostico sfavorevole ed alla cabala che dava sempre per perdente le squadre italiane tra le mura amiche della formazione basca. Soltanto la Juventus era riuscita a strappare un pareggio in passato, poi solo sconfitte a Bilbao per il nostro calcio.

FREDDEZZA ROMA – Una grande risposta l’ha data anche la Roma, tornata finalmente alla vittoria dopo un digiuno spaventoso tra le varie competizioni. A Rotterdam i giallorossi superano soprattutto le difficoltà ambientali ottenendo un 2-1 che ha tanti significati, non soltanto tecnici: è la vittoria contro gli incivili tifosi olandesi che prima hanno affondato la Barcaccia una settimana fa e poi la propria squadra ieri. Infatti gli hooligans del Feyenoord hanno costretto l’arbitro a sospendere per oltre un quarto d’ora la partita per ripetuto lancio di oggetti di ogni sorta in campo, uno dei quali ha colpito lo stesso direttore di gara. Arriveranno di sicuro severissimi provvedimenti dalla UEFA, o quanto meno ce lo auguriamo tutti. Da tutto questo la Roma ha capito che con la calma in certe situazioni si può fare più strada che in altre circostanze.

VIOLA E’ BELLO – E chiudiamo con la bella Fiorentina vista tra Londra ed il Franchi, che nel giro di una settimana ha completamente ribaltato le sorti contro un avversario, il Tottenham, che all’inizio un pò spaventava tutti, vuoi per la solita cabala sfavorevole alle italiane tanto quanto con la compagine di White Hart Lane che contro le inglesi in generale, e tanto per il blasone degli stessi Spurs. E niente, semplicemente i viola sono stati più forti, con un Mario Gomez che si accende ancora ad intermittenza anche se i lampi cominciano ad essere sempre più frequenti, e soprattutto con Salah, ripudiato proprio dal calcio inglese e divenuto immediatamente grande protagonista nella nostra Serie A. Resta solo un rimpianto per questa fantastica cinquina italiana in Europa League, e cioè che con tante squadre di casa nostra a rappresentare l’Italia agli ottavi di finale almeno un derby sarà inevitabile. In quel caso onore agli sconfitti, nel frattempo il Ranking UEFA del Belpaese torna finalmente a sorridere dopo anni in cui i club avevano bistratto anche troppo il torneo.

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