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Che ingrati, questi inglesi. Luis Suarez respinge le polemiche scatenate da alcune immagini che lo vedrebbe intento a mordere il braccio di Martin Demichelis, durante la sfida degli ottavi di Champions League tra Manchester City e Barcelona, decisa da una sua doppietta. Il tentativo da parte dei media inglesi di screditare un giocatore già pericolosamente avvezzo a episodi di questo genere, cerca astutamente di spostare l’attenzione verso argomenti che esulano dal calcio giocato, dalla nuova debacle dei Citizens contro i blaugrana (come già accaduto nella scorsa edizione della Champions).

Suarez, almeno stavolta, pare proprio essere innocente e vuole solo godersi la prima doppietta “pesante” e  decisiva da quando è tornato a giocare, dopo la squalifica seguita ai fatti di ItaliaUruguay nel mondiale brasiliano. Due reti alla sua maniera che indirizzano sensibilmente la qualificazione verso Barcelona, dove tra tre settimane si giocherà la gara di ritorno; “gli inglesi non sanno perdere, so che cercano di ingigantire la minima cosa che faccio, forse sono ancora risentiti per quello che gli ho fatto vivere al Mondiale“, parole forti e chiare, con le quali il Pistolero allontana definitivamente ogni polemica. Il pubblico inglese gli ha riservato bordate di fischi e non sembra non aver perdonato all’ex bomber del Liverpool, capocannoniere della scorsa Premier, la doppietta realizzata con il suo Uruguay proprio nel match con l’Inghilterra (poi eliminata al pari dell’Italia). Per due stagioni croce e delizia dei tifosi dei Reds, gli unici ai quali Suarez rivolge parole al miele, al contrario dei giornalisti che, a suo dire, non perdono occasione di criticarlo: “sarò grato per tutta la vita alla gente di Liverpool che non ha nulla a che vedere con i giornalisti inglesi, hanno dimenticato quello che ho giocato lì per anni e che merito rispetto come professionista“.

Dopo alcuni mesi di ambientamento ad un nuovo tipo di gioco, l’intesa con Messi e Neymar, pare essere migliorata; una consistenza possibile, visti i recenti risultati della squadra di Luis Enrique, che si candida ad un ruolo da protagonista di qui fino al termine della stagione. “A Barcelona faccio un lavoro diverso, aiuto la squadra, torno in difesa e creo spazi per Messi e Neymar che nell’uno contro uno sono incredibili. Era importante fare risultato contro una formazione forte come il City, ma siamo coscienti che la qualificazione non è ancora conquistata”. Meno egoista, ma sempre letale sotto porta: ecco finalmente il giocatore che a Barcelona si aspettavano. Luis Suarez è tornato, pronto per dare l’assalto a Liga e Champions League.

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