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Inter, Chelsea, il Triplete ma anche le sfide con Guardiola e il Real Madrid. Mourinho a 360° nell’intervista rilasciata a Paolo Condò per Gazzetta Tv.

NON SONO UN PIRLA – Quando sono arrivato a Milano già sapevo da qualche mese che sarei diventato l’allenatore dell’Inter. Ho avuto un ottimo maestro, l’ambasciatore italiano a Lisbona. Mi ha preparato davvero molto bene, con delle espressioni tipiche sul calcio e ovviamente sul milanese.”

PROSTITUIZIONE INTELLETUALE– “Tutte le mie parole in conferenza stampa sono spontanee. Quello che muove tutto è l’emozione, la passione. La mia carriera all’Inter è stata piena di emozioni, di momenti difficile, drammatici che mi provocavano determinate parole.”

INTER E CHELSEA PIU’ DI REAL – “Io sono un allenatore, ma sono anche un uomo. La mia vita è globale, io devo essere felice, la mia famiglia lo stesso. Deve piacere il posto in cui sei, i tifosi, che sono fondamentali. Londra, il Chelsea e la Premier è il massimo per me. I tifosi dell’Inter assolutamente unici, il rapporto con loro fantastico dal primo giorno. Una squadra incredibile.”

I NERAZZURRI – “Il rapporto che ho avuto con i giocatori dell’Inter è stato assolutamente speciale. Io non sono una persona che da tanti feedback positivi, sono uno che metto sotto pressione, che chiede tanto, spesso arrivo anche a litigi. All’Inter ho incontrato già tante personalità forti, e questo mi ha facilitato il lavoro. Noi avevamo due obiettivi: continuare a dominare in Italia, ma quello era il minimo, ma io sapevo che la mia squadra il primo anno non era pronta per la Champions.”

L’ADDIO ALL’INTER E CON MATERAZZI – “Io volevo venire in Italia, per me era una grande sfida lavorare nel campionato dei migliori allenatori, come Trapattoni e Sacchi. Avevo già rifiutato il Real Madrid in passato, sapevo che un’altra chiamata non sarebbe arrivata. Quando ho lasciato l’Inter sapevo di aver scritto la storia, sono uscito piangendo ma sapevo di aver costruito qualcosa di fantastico.”

IL DUELLO CON GUARDIOLA – “Quando sono arrivato a Madrid il Barcellona era la squadra più forte degli ultimi 10 anni o più, il migliore della storia. Il Real al contrario era in grande difficoltà, non arrivava ai quarti di finale di Champions da tanti anni. E’ stato fantastico vincere lì, nel bene e nel male, è stato bellissimo”.

MESSI CON MOURINHO? – “Molto difficile. Penso che Messi starà per sempre al Barcellona, è troppo importante per quella squadra e poi non lo vedo proprio con un’altra maglia”.

IL RIGORE DI BALOTELLI – “Io di solito strutturo le palle inattive in maniera schematica, con regole precise. A volte capita che però c’è un giocatore in panchina che magari è migliore in quel momento e può essere più efficace. A me piace il gesto di personalità ma preferisco il rispetto, la disciplina. Mario è un giocatore fantastico dal dischetto, una percentuale fantastica di realizzazione, e forse per questa ragione era sicuro di segnare. Poi non conosco le dinamiche dello spogliatoio di Liverpool”.

RITORNO IN A IN UN’ALTRA SQUADRA – “Io sono un professionista quindi non escludo qualsiasi possibilità per il futuro.  Certo è che Se domani avessi la possibilità di tornare in Italia, l’Inter avrebbe sempre la preferenza su tutte le altre squadre”.

IL TRIPLETE – “E’ stato sicuramente l’impresa più grande della mia carriera”.

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