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Rafa Benitez, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni al programma “Radigaceta de los deportes” su RNE: “Ho un problema al polpaccio e non posso dirigere la squadra come vorrei, devo salire e scendere le scale per uscire dalla panchina. C’è il mio secondo allenatore Fabio Pecchia, che mi aiuta con gli italiani. Ha una voce più forte della mia e si muove bene nell’area tecnica, sta dirigendo la squadra fino al mio recupero”.

Europa League – “Alla fine non si può decidere quale avversario verrà fuori dai sorteggi. La Dinamo Mosca è una buona squadra, sarà un avversario difficile. A questo punto della competizione non ci sono squadre facili. Gli incroci sono quelli che sono e quello che esce, esce. Chiedete al Villareal o al Siviglia, le uniche due squadre spagnole all’interno dell’urna e costrette a scontrarsi tra loro. Guardando il tabellone tutti gli incroci dell’Europa League, si notano scontri molto difficili. Quello tra Wolfsburg-Inter e quello Fiorentina-Roma per esempio. La Fiorentina e la Roma sono ben posizionate nel nostro campionato, sono grandi rivali e si tratta di due città vicine tra loro con una grande rivalità, per questo sarà un duello molto interessante. Scontri come questi aggiungono valore ad una competizione come l’Europa League.

Obiettivi – “In serie A, la Juventus, dato il suo potenziale, la sua rosa e anche essendo abituata a competere a questi livelli, ha un vantaggio e la classifica lo dimostra. La Roma ha fatto un grande campionato l’anno scorso, realizzando numeri da record e hanno concluso la stagione in seconda posizione. Noi ci manteniamo vicini, cercando di mantenere il ritmo. Le squadre italiane sono molto difficili da affrontare e qualsiasi partita, che sembra facile, ti si complica all’improvviso. Per questo, dobbiamo mantenere la continuità e la regolarità che sono le chiavi, soprattutto in un campionato molto complicato come quello della serie A. Ufficialmente siamo il quinto club come fatturato in Italia. L’anno scorso abbiamo fatto una grande stagione, vincendo la Coppa Italia e ottenendo il pass per il preliminare di Champions League. Quest’anno già abbiamo portato a casa la Supercoppa Italiana, siamo in semifinale di Coppa Italia e agli Ottavi di Europa League. Inoltre, in campionato siamo a tre punti dal secondo posto. Dobbiamo continuare così, cercare di raggiungere la seconda posizione oppure blindare per lo meno il terzo posto, per avere la possibilità di giocare l’anno prossimo un’altra volta la Champions”.

Business – “Il calcio è per certi versi un’impresa particolare. Ha delle connotazioni che non hanno le imprese normali, abituali. Parlo della passione. Quella dei tifosi, della gente che c’è intorno alla squadra… Questo in una classica impresa non è contemplato, l’unica cosa che conta è fare numeri. In un’impresa calcistica puoi ottenere i numeri, ma alla fine, tutto è condizionato dallo stato d’animo dei tifosi. Io sono concentrato nell’aspetto calcistico. Abbiamo un direttore tecnico con il quale ho ottimi rapporti. Qui a Napoli hanno l’abilità di far quadrare i conti ogni anno. Un grandissimo merito, che però ti condiziona quando si tratta di competere per i titoli. Ci sono squadre con potenzialità economiche molto più alte, che anche facendo quadrare i conti, così che non succede abitualmente, hanno un potenziale superiore al nostro dal principio e bisogna lavorare sodo per ottenere i titoli a cui tutti aspirano”.

Calcio italiano – “Vista la mia esperienza da allenatore nelle tre competizioni, ritengo che il campionato italiano sia quello più tattico. Questa settimana, senza andare molto lontano, affronteremo il Torino e sfideremo una difesa a cinque che può diventare a tre in qualsiasi momento. Qui in Italia devi adattarti e questo ti arricchisce molto come allenatore. In Inghilterra, al contrario, il 4-4-2 classico si è modificato per giocare con più attaccanti, un 4-3-3 è molto più diretto e fisico, perchè la Premier è molto più fisica. La Liga è metà strada, tatticamente le squadre sono molto preparate, però, c’è anche un enorme qualità tecnica e tanta velocità. Racchiude aspetti della Premier in quanto ad intensità e del calcio italiano per quanto riguarda la tattica”.

Futuro– “Qui a Napoli la gente mi vuole molto bene, voglio dare il 100% e non lasciare nessun dubbio che lo farò fino alla fine, fino all’ultimo giorno. Quando arriverà questo giorno? Sinceramente, non lo so e non mi preoccupa. Possono essere tre anni, cinque o uno. Però non voglio parlare molto del mio futuro, mi interessa il futuro del club e la sua crescita. Tutti sanno che il mio contratto è in scadenza e che ne parleremo a breve, però, la cosa che per me conta di più riguarda la squadra. Voglio che faccia bene le cose ogni settimana cercando di vincere tutte le partite”.

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