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Per adesso quattro gol e un assist condite da prove di caratura internazionale, in rete ogni 91 minuti, roba non da poco. Tanto è bastato a Mohamed Salah, egiziano estroso dall’incredibile dinamismo, per diventare nuovo idolo di Firenze e scacciar via in un battito di ciglia il “fantasma” di Cuadrado. Lui è arrivato in prestito, cercato, corteggiato da mezza Italia, dalla Roma di Sabatini passando per il Milan ed infine l’Inter, con la Fiorentina arrivata a chiudere il cerchio proprio nel momento giusto, anzi giustissimo.

SALAH IMPATTO DEVASTANTE L’impatto di Salah con la Serie A è stato devastante, la sua velocità e duttilità è alla base del tutto, senza parlare poi delle doti tecniche dell’egiziano ex Basilea, bravo nell’uno contro uno, forse non prorompente come il colombiano, eppure tremendamente più tecnico, basti solo pensare a come si è destreggiato in fase di disimpegno ieri sera passando con due tocchi e una giravolta in mezzo a tre interisti. Quello che fa “saltare il tavolino” è però la sua “cattiveria”, quella voglia di arrivare sempre al risultato o alla giocata puntando sempre a fare male all’avversario, caratteristica questa importantissima soprattutto nel campionato del nostro paese, in cui motivazioni e furbizia fanno la differenza. E’ smaliziato Salah, sarà perchè il Chelsea difficilmente finisce per comprare giocatori che non siano di valore assoluto, vuoi per la sua militanza nel campionato svizzero, un “terrazzo” con vista privilegiata sul nostro torneo nazionale. Montella l’ha subito inserito in prima squadra tra lo stupore generale, chi studia e guarda la Fiorentina sa bene quanti molti altri prospetti arrivati in pompa magna in riva all’Arno non siano stati definiti pronti dal tecnico partenopeo, addirittura bocciati davanti ai giornalisti, delegittimati come nel caso di Marin (recente passato) o Anderson (scorsa stagione). Salah invece no, lui è piaciuto subito all’aeroplanino, che sia stato un “rotolare di eventi casuali”?

SALAH AKBAR Il tormentone è partito, si va dai cori della tifoseria gigliata fino alla diatriba sul contratto, con o senza diritto di riscatto, sul prestito, sull’ingaggio dell’egiziano e chi più ne ha più ne metta. Nel mentre Salah colpisce duro chi si trova innanzi, che siano rappresentative italiane o di altri paesi, chiedere al Tottenham e Pochettino per sapere. Tutti pronti a pontificare il futuro del nuovo fenomeno fiorentino, si pensa agli obbiettivi della viola santificati, e rivitalizzati, dall’egiziano, eppure il presente sembra valere il prezzo del biglietto, con le giocate di Salah esaltate dalla dedizione di una Fiorentina finalmente squadra, gruppo coeso in cui gli sconvolgimenti voluti da Montella finiscono per avere un senso logico e quasi morale. Ecco allora che si capisce come il vero miracolo non sia dato soltanto da lui, che rischia di rimanere in toscana per i prossimi 18 mesi, quanto più da un coacervo di fortuna e stato mentale di una viola che in questo 2015 sta giocando sui livelli delle migliori della classe, Juventus compresa, ecco allora che a tal proposito giovedì si scontrerannono le eterne rivali, con la Tim Cup come teatro per l’ennesimo capitolo di una stagione che dalle parti di Viale Fanti si sta facendo sempre più entusiasmante, con buona pace, finalmente, di quella sorte tante volte avversa ai gigliati che adesso sembra aver cambiato verso.

Stefano Mastini

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