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Diramate le formazioni ufficiali di Lazio-Napoli sfida di andata delle semifinale di Tim Cup dell’Olimpico di Roma: le due squadre arrivano in due momenti opposto, con i biancocelesti che hanno trionfato in trasferta a Reggio Emilia mentre la truppa di Benitez ha subito un brusco stop a Torino a causa di una sciagurata gestione dei calci piazzati.

Formazioni ufficiali Lazio-Napoli

Lazio (4-3-3): Berisha; Basta, de Vrij, Mauricio, Radu; Cataldi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose, Felipe Anderson. All. Pioli.

Napoli (4-2-3-1): Andujar; Mesto, Albiol, Britos, Ghoulam; Inler, David Lopez; Mertens, De Guzman, Gabbiadini; Higuain. All. Benitez.

Lazio-Napoli, le parole degli allenatori

PIOLI –Arriviamo bene a questa gara: vincere fa bene al morale, alla fiducia e soprattutto alla consapevolezza. Sappiamo che sarà difficile. Abbiamo rispetto per un avversario che è partito con l’obiettivo di vincere la Champions, il campionato e che ha vinto la Supercoppa Italiana. In campionato ci ha battuto per un episodio. Ce la vogliamo giocare. Mi auguro che domani sera la Lazio giochi al meglio. Sappiamo che è una partita importante, ma è solo il primo tempo di questa doppia sfida. Proveremo a fare la partita per tutti i 90 minuti. I miei giocatori hanno ragione: abbiamo bisogno dei tifosi. Il momento è importante, quasi decisivo per la nostra stagione. I tifosi sono un’arma in più. Lo stadio pieno ci darebbe una spinta in più. Questo gruppo se lo merita. Felipe Anderson? Pensiamo una partita alla volta. Ieri la squadra mi è sembrata in buone condizioni. Aspetto fino a domani per le scelte defintive. A parte Mauri e Marchetti, mi sembrano tutti in forma. Ora non pensiamo alla Fiorentina. La testa è solo al Napoli.   E’ a tre partite dal rinnovo automatico C’è un accordo con la Lazio. Pensiamo al futuro  solo dopo aver centrato gli obiettivi. Ora non penso a queste cose“.

BENITEZ –Ero nervoso perchè abbiamo perso, a me piace vincere sempre. Se non mi piace quello che vedo, mi innervosisco. Parlare con la stampa è un obbligo, ma prima devo parlare con la squadra per poter spiegare determinate cose. La riunione? Le facciamo sempre e analizziamo ciò che è andato male, anche oggi ho parlato con qualche giocatore per migliorarci. Ho recuperato, preparato e carico per la partita con la Lazio. Ero nervoso per tanti fattori, sia per l’approccio che per il gol che abbiamo subito. Siamo la quinta squadra che subisce di meno su palla inattiva e la settima squadra che riesce a segnare su palla inattiva, sintomo di un buon rendimento. Quando parlo della squadra, parlo anche del sottoscritto perchè ne faccio parte. Gli errori della squadra mi fanno capire che devo lavorare di più. Il calcio permette di avere una opinione, se Gabbiadini realizza la punizione sono un fenomeno e nessuno parla dell’approccio. Faccio un’analisi generale e poi provo a trovare una soluzione. Siamo obbligati a vincere tutte le partite e noi siamo ancora in fase di crescita, non abituati. Questo gruppo ha vinto due titoli ma deve essere un’abitudine, non vittorie estemporanee. La squadra può essere alta o bassa ma bisogna sempre farlo con la giusta intensità. Tatticamente i giocatori sanno cosa fare, ma a Torino abbiamo sbagliato l’approccio come mentalità. C’era un’idea comune e all’inizio non abbiamo giocato bene, poi abbiamo regalato un gol e hanno difeso bene per tutto il resto della partita. Abbiamo perso per un gol regalato, si poteva tranquillamente pareggiare.”

Stefano Mastini

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