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podolski

Due mesi, otto presenze e nessun gol. L’avventura italiana di Lucas Podolski, ad oggi, si è rivelata un vero e proprio flop e l’ultima partita con la Fiorentina, come se non bastasse, è stata forse la peggiore giocata in maglia nerazzurra. Mancini, durante la pausa natalizia del campionato, aveva convinto il tedesco ad accettare la soluzione Inter, visto anche il pochissimo spazio che il tedesco stava trovando nell’Arsenal; adesso visti i risultati è il momento di chiedersi se davvero ci fosse bisogno di insistere e portarlo a Milano.

Dovevano essere i mesi del rilancio, rischiano di diventare quelli del tramonto, per uno dei migliori talenti sfornati in questi anni dalla Germania campione del mondo in carica. L’ottima mezzora disputata allo Juventus Stadium il 6 gennaio scorso aveva illuso tutti, Mancini in primis; Podolski aveva dimostrato voglia, personalità e classe purissima, mettendo paura ai campioni d’Italia e fornendo una palla d’oro a centro area non sfruttata da Icardi. I due mesi successivi hanno raccontato altro, purtroppo per lui e i tifosi interisti, perchè il Podolski attuale è soltanto il lontano parente del giocatore capace di garantire alla squadra l’atteso salto di qualità e, mentre il tempo passa, lui sembra assomigliare sempre più a un paracarro che al panzer cingolato che tutti si immaginavano. Lento, di gamba e di pensiero, impacciato, mai pericoloso e soprattutto timido, come dimostrano i pochissimi tentativi a rete effettuati, anche quando la palla è transitata dal suo piede forte, il sinistro. In Inghilterra, nell’ultimo periodo, non aveva giocato tanto ma si era sempre allenato con il resto della squadra; i suoi ultimi squilli restano quelli al Galatasaray nell’ultima giornata della fase a gironi di Champions League quando, da rincalzo di lusso, aveva messo a segno una doppietta delle sue. Spiegare il motivo di una condizione così scadente è dunque difficile, se è vero che gente come Santon e Salah (anche loro provenienti dalla Premier League inglese e poco utilizzati nei rispettivi club) stanno facendo un figurone, giocando tutte le partite. La situazione preoccupa non poco Roberto Mancini che per preservarlo in ottica campionato, aveva deciso di escluderlo dalla lista Uefa.

Di gol, nemmeno a parlarne, tanto meno di giocate decisive e incisive per i compagni di squadra. A parte l’assist che ha permesso a Shaqiri di segnare la sua prima rete in nerazzurro in Coppa Italia contro la Sampdoria, Podolski non è mai entrato nelle azioni gol dell’Inter segnalandosi più per errori grossolani, che per giocate degne di nota. Il grottesco corner battuto nel match con la Fiorentina (con la palla che non è arrivata neanche al limite dell’area viola) è tra i più cliccati della rete ed è stato definito da qualcuno come il peggiore di sempre. No, non può essere questo il Podolski atteso, troppo brutto per essere vero. Mancini gli ha sempre concesso fiducia, ma l’impressione è che adesso le cose possano cambiare; la pazienza del tecnico non può essere infinita, con l’Inter che ha bisogno come il pane di gente che faccia la differenza per cercare di risalire in classifica. Il tempo a disposizione è sempre meno e le prospettive sempre meno rosee, urge un netto cambio di passo e di rotta per dimostrare di non essere un giocatore finito e magari convincere Wenger a puntare su di lui per la prossima stagione. Il cartellino di Podolski appartiene infatti ancora all’Arsenal, dove verosimilmente il giocatore tornerà dopo il prestito gratuito concesso all’Inter; tredici partite da qui a fine stagione per non lasciare che la sua parentesi italiana diventi la più brutta della sua carriera. E mentre Mancini prova a spronarlo (“Da Podolski mi aspetto di più), lui è realista e ammette il momento di difficoltà: “Le critiche nel calcio vanno messe in conto, non me la prendo quando i media e le persone mi criticano. Questa metà dell’anno è stata molto pesante per me, non avevo ritmo. Quello che mi manca è senz’altro il gol, cosa che mi auguro arrivi; non basta schiacciare semplicemente un bottone. Anche io voglio azzeccare tutte le partite, giocare bene e segnare, ma attualmente è una cosa che non funziona“.

Chissà che Mancini non stia rimpiangendo davvero di averlo chiamato e convinto, ma certo era lecito attendersi di più da un giocatore del suo calibro. Davvero tutto qui, Poldi?

 

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