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sansovini

Oggi come oggi fare il Sindaco è certamente un mestiere non facile, un ruolo delicato, una responsabilità importante verso i proprio concittadini. Da poco più di un mese, a Pescara è iniziato il terzo mandato di uno dei sindaci più amati negli ultimi anni nel capoluogo abruzzese; non si tratta di Marco Alessandrini, esponente del Pd e vero primo cittadino di Pescara, ma di Marco Sansovini, 35 anni, professione attaccante, Sindaco in campo di una tifoseria che è tornata a sognare in grande.

Cinque reti in tre partite, nove punti che hanno spinto il Pescara di Baroni fino alla settima posizione in classifica, a meno sei dal Bologna secondo. La rimonta ha un nome e un cognome, su tutti quello di Marco Sansovini appunto, per tutti semplicemente “il Sindaco“, tornato a Pescara dopo le parentesi con le maglie di Spezia, Novara e Virtus Entella. Era andato via nell’estate del 2012, subito dopo aver conquistato la splendida promozione in serie A con Zdenek Zeman in panchina, nonostante 16 gol che oltre a quelli di Insigne e Immobile avevano permesso al Delfino di riconquistare la massima serie dopo anni di assenza. Quella squadra, a dire il vero, oltre a Sansovini, perse diverse pedine importanti e finì col retrocedere immediatamente la stagione successiva; un vero peccato, un errore che la società e il presidente Sebastiani hanno pagato caro ma che non hanno più intenzione di commettere. Ecco perchè, dopo due anni e mezzo, hanno ripensato a Sansovini, al suo legame con città e tifosi, al fatto che la sua presenza in squadra rievocasse ricordi bellissimi, ai suoi gol e alla capacità di essere decisivo in un torneo difficile come quello cadetto, da subito. Serviva una scossa, un filotto, che mettesse fine agli alti e bassi del Pescara di quest’anno, continuità sulla strada verso i playoff. Irraggiungibili prima, realtà oggi, dopo il successo sul Crotone di martedi sera, il terzo consecutivo appunto.

Una gara durissima, spigolosa, come nella tradizione del campionato di B, risolta, manco a dirlo, da Sansovini in extremis; una prodezza da fuori area che ha letteralmente fatto esplodere l’Adriatico, sempre più pieno come ai bei tempi. Uno stadio che è il suo personale municipio, luogo in cui costruire il futuro a suon di gol e prodezze, anticamera dei sogni che con un Sansovini così, possono diventare realtà. In campo, davanti ai suoi tifosi-elettori, ci era tornato in occasione della partita con il Catania del 22 febbraio scorso, decidendola alla sua maniera, con un missile terra aria che non aveva lasciato scampo a Gillet; il capolavoro di Chiavari, tripletta nel 5-2 all’Entella, aveva certificato il suo prorompente ritorno a palazzo di città ed era valso la cinquantesima rete con la maglia del Pescara. Che potesse garantire un simile apporto in zona gol, forse non se l’aspettavano nemmeno i suoi sostenitori, visto che il suo ultimo squillo in questa stagione era datato 8 novembre 2014, quando con la maglia dell’Entella aveva segnato al Perugia. Sansovini ha ancora una volta smentito tutti, l’aria di Pescara gli ha restituito convinzione e voglia di sognare in grande; del resto, la sua classe non è mai stata in discussione.

Accanto a Melchiorri, forma una delle coppie gol più forti dell’intero campionato, i suoi gol e la sua esperienza potrebbero giocare un ruolo fondamentale di qui a fine stagione, per regalare al popolo pescarese un nuovo, incredibile sogno. Sabato prossimo all’Adriatico, arriverà il Vicenza di Pierpaolo Marino (un ex), una delle compagini più in forma del momento, assieme al Pescara naturalmente. Non mancheranno, c’è da scommetterci, gol e spettacolo; il Sindaco Marco Sansovini, vuole mettere in pratica il suo progetto ambizioso.

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