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mihajlovic

La scorsa settimana la Sampdoria è ritornata al successo in campionato, riprendendo la marcia dopo un periodo di appannamento, in virtù del 2-1 in rimonta contro l’Atalanta, che ha evidenziato l’unità di intenti dei blucerchiati, abili a ribaltare la situazione. Ora gli uomini di Sinisa Mihajlovic sono chiamati alla continuità, e per farlo dovranno battere sabato pomeriggio il Cagliari di Zola disperato in zona salvezza. Proprio l’allenatore serbo dei genovesi ha parlato in conferenza stampa presentando la difficile gara contro i sardi: “Sicuramente la partita con il Cagliari può sembrare facile ma se non la affrontiamo nel modo giusto può diventare difficile: hanno bisogno di punti altrimenti rischiano seriamente la B. Dobbiamo vincere, dobbiamo proseguire dal secondo tempo con l’Atalanta: giocate di qualità, aggredirli dal primo minuto. Non vorrei andare in svantaggio subito sennò mi arrabbierei: vedendo la classifica e le prime sei partite del girone di andata avevamo fatto 14 punti, a oggi solo 6: questi punti ci servono come il pane per arrivare alle prossime gare senza affanno e per rimanere alti in classifica: non dobbiamo sottovalutare il Cagliari».

SULLA STRADA GIUSTA –  I blucerchiati hanno lottato a lungo, nella prima parte della stagione per le posizioni altissime della classifica, e Mihajlovic traccia la strada per far bene e mantenere l’attuale posizione: “Fin dall’inizio ho detto che cambiando tanti giocatori ci sarebbe voluto tempo. Siamo sulla strada giusta ma si può ancora migliorare. Aspetto con fiducia il futuro e in questi ultimi mesi abbiamo tutte le carte in regola per fare bene. Siamo stati a lungo terzi o quarti e se non affrontiamo tutte le partite al massimo ci vuole un attimo ad arrivare ottavi o noni e non sarebbe una cosa positiva: penso che con la rosa che abbiamo possiamo stare qua dove siamo”.

DR JEKILL E MR. HYDE  Il problema principale della Samp del 2015 è proprio la mancanza di continuità: “Se guardiamo Bergamo, abbiamo giocato un ottimo secondo tempo a fronte di un pessimo primo tempo. Quando si gioca bene è difficile mantenere certi ritmi per 90′. Ci sono momenti in cui bisogna soffrire e altri in cui vai e fai la differenza. Dobbiamo lavorare per avere sempre lo stesso ritmo e la stessa intensità: purtroppo ci sono poche squadre al mondo che riescono a farlo”.

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