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cespa

 

Partita attiva nel primo tempo, blanda nel secondo, per uno 0 a 0 finale senza troppe emozioni. Cesena e Palermo non rischiano quasi nulla e, con due difese sempre attente, portano a casa un punto a testa che accontenta più i rosanero che i romagnoli.

Difese super- Il tema della partita si intuisce già dalle prime battute, con il Palermo che fa valere il maggior tasso tecnico ed i padroni di casa che però ripartono costantemente in maniera pericolosa. I romagnoli puntano forte su Djuric, con Brienza e Defrel che gli girano intorno rendendo imprevedibile la manovra, mentre gli ospiti si affidano ai soliti Vazquez e Dybala, mantenuti però a distanza di sicurezza dai difensori avversari. I veri protagonisti del match sono proprio due difensori, con Vitiello da una parte e Krajnc dall’altra che spiccano per interventi decisivi e coraggiosi. Anche grazie a loro i due portieri non rischiano granchè, ma il match rimane vivo e pronto a regalare emozioni in qualsiasi momento.

Chi si accontenta, gode – In realtà, al contrario da quanto preventivato, la ripresa risulta avarissima di emozioni, con i ritmi che si abbassano e la stanchezza che appesantisce la gambe specialmente dei centrocampisti. I cambi non modificano l’andamento del match e gli errori sono talmente tanti in impostazione che è davvero difficile costruire azioni pericolose. I difensori continuano a giocare in maniera quasi impeccabile e, al netto di qualche episodio su palla inattiva, si viaggia senza intoppi verso lo 0 a 0 finale.

Cesena-Palermo 0-0

Cesena (4-3-1-2):  Leali 6;  Perico 6,  Lucchini 6.5(5′ st Volta 6.5),  Krajnc 7, Magnusson 6;  Giorgi 6 (30′ st Pulzetti sv),  De Feudis 5.5,  Mudingayi 5.5;  Brienza 6;  Defrel 6 (24′ st Rodriguez 6),  Djuric 6.

Palermo (4-3-2-1): Sorrentino 6;  Vitiello 7,  Terzi 6.5  Andelkovic 6,  Daprelà 5.5;  Rigoni 6,  Jajalo 5.5 (15′ st Maresca 6),  Barreto 5.5 (44′ st Chochev sv);  Quaison 6 (23′ st Belotti 5.5),  Vazquez 5.5;  Dybala 5.

IL MIGLIORE: Noia 8.5- Specialmente nella ripresa regna incontrastata, tra gli urlacci di Iachini e gli errori di impostazione di Barreto e De Feudis. Difficile ricordare un tiro in porta degno di nota, scampagnata primaverile per i due estremi difensori.

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