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Stop di petto e destro di prima intenzione a piegare le mani di Brkic. E’ tornato così al gol in Serie A Samuel Eto’o, acquisto di lusso del mercato invernale sampdoriano, a quattro anni dall’ultima volta, datata 29 maggio 2011. Si trattava della finale di Coppa Italia fra la sua Inter ed il Palermo. Numero nove sulle spalle, Leonardo allenatore e Milito come compagno di reparto. Un’era fa, calcisticamente parlando. Il camerunese realizzò una doppietta e poi sollevò la coppa al cielo di Roma, proprio come ieri sera ha sollevato la macchina fotografica del reporter sistemato a bordo campo dopo il gol, immortalando quei tifosi che avevano temuto di aver perso il loro asso prima ancora di ammirarlo in campo.

INCOMPRENSIONI- Sì perché Samuel, una volta atterrato a Genova, ha cominciato a storcere il muso per il trattamento riservatogli dall’intransigente tecnico Sinisa Mihajlovic, uno abituato a trattare tutti allo stesso modo, anche se ti chiami Eto’o e nella tua carriera hai praticamente vinto tutto. Bizze che si sono concretizzate nel rifiuto di partecipare alla seduta di allenamento pomeridiana del lunedì, voluta da Sinisa per strigliare i suoi dopo il pesante 5-1 incassato a Torino. “La lite con Eto’o? Non c’è stata, per il semplice motivo che per litigare bisogna essere in due – dichiarò a caldo Mihajlovic. E lui invece ha fatto tutto da solo. Io dopo l’allenamento del mattino non l’ho più visto e tantomeno ci ho parlato. Perché se ne sia andato non lo so, né so cosa intenda fare ora la società. Di certo c’è solo che il giocatore non mi ha dato alcuna spiegazione: la considero una grave mancanza di rispetto nei confronti miei e del resto della squadra”. Un approccio alla nuova vita doriana non certo esaltante, insomma. Per fortuna della Samp e del giocatore, ci ha pensato l’eclettico presidente Ferrero a far da pompiere, spegnendo sul nascere il fuoco che stava per divampare fra la star ex Chelsea e il caldo tecnico serbo.

PACE FATTA- Eto’o è così tornato ad allenarsi a testa bassa e, seppur in una forma non strabiliante, ha iniziato a giocare sempre più spezzoni di gara. Sino a ieri, quando Mihajlovic l’ha gettato nella mischia dal primo minuto in compagnia di Eder e Muriel, per un tridente che sulla carta è sicuramente uno dei più temibili del campionato (senza dimenticare Okaka). Eto’o ha risposto da par suo, disputando una prova umile e concreta, culminata con il bel gol del raddoppio. Il primo in maglia blucerchiata, arrivato dopo una prestazione che ha definitivamente spazzato via le incomprensioni con Miha, corso ad abbracciare il suo centravanti a fine gara. “Sono contento per Eto’o, perché sta ritornando in condizione e questo è importante – ha spiegato Sinisa. È stato un grande campione e qui può fare la differenza come si è visto anche oggi. L’inizio è stato difficile avendo entrambi due caratteri molto forti, poi ci siamo chiariti e tutto procede bene. Se non segnava oggi sarebbe stato un record negativo visto che in tutte le altre squadre non era passato tanto tempo prima di un gol”. Pace fatta, dunque. Nel miglior modo possibile.

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