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Riparte da Roma la storia tra Ilicic e la Fiorentina, un racconto nato sotto i migliori auspici in quell’estate 2013 quando i tifosi gigliati pensavano alla mirabolante coppia GomezRossi, salvo poi vederli dimorare in tribuna in preda ad infortuni vari; naufragato con l’andare del tempo e delle prestazioni, non proprio “speciali” dello sloveno con l’aggravante di quella spesa sul cartellino (9 mln di € dilazionati in 3 anni) che ha fatto, e fa tutt’ora, storcere il naso ai più. Lui nel mezzo c’ha messo tanto del suo, a partire dal rifiuto di integrarsi nel modulo di Montella come centrocampista, cosa riuscita ad esempio a Mati Fernandez, passando dalla scarsa vena realizzativa fino ad arrivare a quella postura, decisamente rigida, che spesso ha finito per accomunarlo, nella testa dei tifosi gigliati, a qualsivoglia figura arborea. L’ultimo squillo di Ilicic, unico peraltro di quest’annata, è arrivato quasi un girone fa a Milano, con quel fendente mancino ad incrociare che regalò un pareggio importante alla viola contro un Milan più vivo di quanto non sia quello attuale; di lì in poi l’abisso, i fischi del Franchi, le reazioni del giocatore stesso sempre pronto a mettersi quel dito indice davanti alla bocca e una parabola viola che sembrava essere terminata a gennaio quando il Bologna di Corvino si è ritrovato a tentarlo salvo poi beccarsi, loro si, un bel no senza troppi ringraziamenti.

CONTROTENDENZA ILICIC Adesso però tutti a fregarsi le mani riguardo la permanenza di Ilicic in viola, quel gran rifiuto ora è pane per la viola nuovamente flagellata dagli stop in attacco, con Gomez e Babacar al palo infatti Montella rispolvererà proprio il numero 72 viola in coabitazione, tra l’altro, di un altro “esodato” viola, quel Gilardino ritornato in riva all’Arno per volere di Andrea Della Valle, considerato corpo estraneo ed ora abile e arruolato per giocare contro una delle formazioni più in forma del nostro campionato. Partiamo da un assunto: la viola ha fatto ben 37 (!) cambi finora negli ultimi 6 incontri ufficiali, un turnover che nemmeno il Napoli, e Benitez si sa di cosa sia capace, è mai riuscito a mettere in pratica (record partenopeo fermo a 36 cambi), Montella sta facendo ruotare la rosa per sfruttarne la freschezza contro formazioni, magari importanti, ma dotate di pochi ricambi di valore, attanagliate quindi da possibile stanchezza e fiato corto, l’Inter di domenica scorsa ne è un esempio, chissà allora che non si possa dire lo stesso degli uomini di Pioli, che potrebbe schierare ben 9/11 della formazione scesa in campo contro il Napoli in Tim Cup con tutti gli annessi e connessi del caso, mentre i viola dovrebbe operare almeno 6 cambi, un altro paio di maniche.

LAZIO-FIORENTINA Partita importante ma non fondamentale ai fini della classifica, l’anno scorso finì con un pareggio a reti inviolate, un match decisamente bruttino di inizio stagione, molto atletico e con pochi spunti interessanti. Quest’anno difficilmente assisteremo ad una prova incolore, entrambe le squadre vivono un ottimo momento di forma e ricercheranno tutte e due i 3 punti, altolà però a chi grida allo spettacolo, potrebbe uscirne una partita maschia simile a quella di Milano della scorsa settimana, 4-3-3 a specchio porta spesso ad atteggiamenti tattici “stretti” e attenti. La Fiorentina potrebbe avere più chance di uscire da Roma con il “bottino grosso” in quanto più attrezzata dal punto di vista tecnico e in uno status mentale da far invidia ai più, le coppe sono divenute infatti lo “stupefacente” perfetto di mister Montella, quando è ricapitato alla Fiorentina, in un mese e poco più, di vincere all’Olimpico contro la Roma, allo Stadium contro la Juventus e in casa contro il Tottenham? Riposta: mai. Ecco adesso la viola ha maturato, finalmente, quella consapevolezza dei propri mezzi che è tipica di chi inizia a sentirsi grande, del resto vincere aiuta a vincere, basti vedere la Roma del “primo Garcia”, il mantra ripetuto all’infinito diventa vero per “inerzia”, l’importante sarà allora mantenere vivi gli stimoli tramite il turnover, magari sperando che tutta possa continuare così e che, in caso di problemi, arrivi il botto di qualche solista, Salah su tutti, Re Mida della viola attuale.

 

Stefano Mastini

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