SHARE

icardi guarin

Più dei risultati nelle ultime partite (la media punti è sui livelli di quella dell’esonerato Mazzarri), nelle quali non si può comunque parlare di una rinascita dell’Inter (dopo le tre vittorie consecutive sconfitta interna con la Fiorentina e pareggio in rimonta all’ultimo respiro contro il Napoli), quello che ha colpito della gestione di Roberto Mancini è la continuità di prestazioni di Fredy Guarin e Mauro Icardi.

Nella precedente gestione targata Mazzarri il puntero argentino era comunque una letale macchina da gol, ma peccava in prestazioni, che rimanevano scialbe in caso di mancata marcatura, mentre il 13 colombiano era un oggetto misterioso, provato da trequartista e da mediano senza mai trovare una precisa collocazione in campo. Il merito maggiore di Mancini è quello di aver letteralmente trasformato i due: Icardi, che prima stazionava solamente in area di rigore attendendo il pallone giusto e risultando letale appena riusciva a ritagliarsi un metro di spazio, è diventato più uomo di manovra. Non è raro infatti vedere il numero 9 dell’Inter arrivare fino a centrocampo a prendersi il pallone e a dialogare con i compagni oppure defilarsi per portare fuori il centrale e creare spazi per il compagno di reparto, sia esso Palacio o Podolski.

icardi 2
Heat map di Mauro Icardi in Napoli-Inter (fonte Eurosport). Il giocatore argentino si è mosso molto per aiutare i compagni e ricevere palla senza stazionare solamente nella zona centrale (48% se consideriamo la metà campo avversaria) ma anche defilandosi (30%, sempre considerando la metà campo avversaria).

Roberto Mancini sarà stato sicuramente soddisfatto del lavoro dell’argentino durante Cagliari-Inter, partita nella quale Icardi al di là del bel gol messo a segno, era già fra i migliori in campo: l’ex Sampdoria ha svariato a tutto campo, arrivando a dialogare sulla linea di centrocampo all’altezza di Kovacic, trequartista di giornata, mentre Podolski rimaneva avanti a cercare la profondità.

icardi 1
Minuto 19 al Sant’Elia, Icardi si defila sulla destra e serve un pallone a Podolski più da trequartista che da prima punta. Il tedesco poi si incarta e l’azione finisce con Brozovic che spara alto sopra la traversa

Passiamo adesso alla trasformazione di Fredy Guarin: che non fosse un trequartista era palese, che arrivasse troppo spesso con qualche metro di libertà al limite dell’area e sparasse molto spesso alle stelle stava diventando un limite per il colombiano, oltre a un bel danno per le Sky Cam distrutte in quel di San Siro. Da regista peccava in tempi di gioco, fino a che Mancini non gli ha cucito indosso un ruolo che gli calza a pennello: mezzala nel 4-3-1-2 con licenza di inserirsi ed impostare. Se osserviamo un paio di situazioni nel corso di Inter-Palermo, partita in cui il 13 interista è stato decisivo, possiamo notare quanto egli abbia beneficiato del nuovo ruolo da mezzala.

guarin 1
57′ di Inter-Palermo: Guarin recupera un pallone a centrocampo e lancia Icardi in profondità, colpo di testa dal limite dell’area e palo alla sinistra di Sorrentino. In questa situazione il colombiano può sfruttare il suo piede per pescare i compagni negli spazi.

Non solo passaggi a scavalcare: il ruolo di mezzala concede al colombiano licenza di offendere e lanciarsi negli spazi, soprattutto con l’equilibrio concesso da Medel e Brozovic.

guarin 2
65′ di Inter-Palermo, Guarin si inserisce fra le maglie della difesa avversaria e mette un cross in mezzo, testa di Palacio e il solito Icardi batte Sorrentino per il 2-0.

Mancini può dunque sorridere per i due calciatori che hanno aperto un nuovo capitolo della loro carriera sotto la sua gestione: la continuità nei risultati manca ancora e le ataviche distrazioni saranno difficili da estirpare, ma dai singoli arrivano segnali positivi, in attesa di quel Kovacic che deve ancora fare il salto di qualità.

SHARE