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Non siamo nemmeno a metà marzo e la Juventus, impegnata stasera fra le mura amiche contro il vivace Sassuolo di Di Francesco, ha l’opportunità di “ammazzare” il campionato. Una vittoria nel posticipo permetterebbe alla squadra di Allegri di volare a +11 sull’irriconoscibile Roma di Garcia, ormai rassegnata più a difendere il secondo posto che a sognare in grande, e di mettere in cassaforte il suo quarto scudetto consecutivo. A nove giornate dal termine e con un distacco così ampio, nemmeno il più ottimista dei tifosi giallorossi ipotizzerebbe una rimonta diventata giornata dopo giornata sempre più inverosimile.

Si tratterebbe di un’impresa non di poco conto considerate le perplessità di inizio stagione, generate dall’improvvisa sostituzione di Antonio Conte con Massimiliano Allegri e da un mercato che non sembrava coincidere con le ambizioni dei tifosi (e dell’ex allenatore juventino). Un’impresa frutto  del lavoro dell’allenatore livornese, bistrattato a inizio stagione e osannato adesso, con il titolo in tasca e una Champions tutta da giocare. Un’impresa difficile, difficilissima, che consentirebbe ai bianconeri di eguagliare la striscia del Grande Torino (quattro titoli di fila tra il 1945 e il 1949) e di avvicinare il record detenuto dalla stessa Juve anni Trenta (5 scudetti inanellati tra il ’30 e il ’35) oltre che dall’Inter post-Calciopoli (vittoriosa dal 2005 al 2010, sebbene il primo scudetto le sia stato assegnato a tavolino).

Vincere contro gli emiliani per archiviare la pratica scudetto, dunque, ma non solo. Un allungo di tale portata donerebbe ai bianconeri la tranquillità necessaria per affrontare al meglio gli impegni di Champions, a partire dalla trasferta di Dortmund in programma per il 18 marzo prossimo immediatamente dopo la trasferta di Palermo, in cui acciuga potrebbe schierare parecchie seconde linee per far rifiatare i big. Vincere contro il Sassuolo, per il campionato e per il futuro: per coltivare il sogno Champions, nemmeno troppo velato, è necessaria sì una buona dose di fortuna (oltre che eccezionali capacità tecniche) ma soprattutto, come dimostrato negli anni, una condizione atletica al top nei momenti clou. Un successo, stasera, sarebbe la solida base su cui costruire i prossimi tre mesi. Sognando Berlino.

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