SHARE

De-Laurentiis-Conference

Può un’assenza fare più rumore dell’ennesima occasione sprecata? Ieri sera il Napoli è caduto per l’ennesima volta nei suoi stessi errori, sia dentro che fuori dal rettangolo da gioco. Per la terza volta in questa stagione gli azzurri hanno subito una rimonta in casa con due gol di vantaggio, sprecando l’ennesima occasione per avvicinarsi ad una Roma in perenne crisi di prestazione e risultati. Tanto rammarico per una partita ormai in pugno e svanita nel quarto d’ora finale che è diventata solo il contorno di una serata che ha visto il suo “meglio” dopo il fischio finale.

Nel post-partita del match contro l’Inter ecco l’ennesimo errore, il Napoli decide di non presentarsi ai microfoni di Sky dopo una rovente settimana di botta e risposta tra l’emittente satellitare e la società azzurra. Si ripete la strategia utilizzata a Pechino nell’agosto del 2012 quando tutta la squadra non partecipò alla cerimonia di premiazione della Supercoppa Italiana. Se all’epoca i motivi erano prettamente arbitrali, questa volta a spingere la società a non partecipare al classico salottino c’è molto di più. Nasce tutto sette giorni fa con il monosillabico Benitez, nervoso per la sconfitta di Torino e poco propenso a partecipare al dibattito, che Massimo Mauro, al termine del collegamento, etichetta come “disonesto” dando la colpa del suo nervosismo per “polemiche arbitrali inutili” (NB il tecnico era nervoso per la prestazione dei suoi, non per l’arbitraggio). In settimana arriva pronta la risposta piccata da parte dello spagnolo “Se mi sento disonesto? Se parliamo di politica, di golf, devo ascoltare un tifoso della Juventus, anzi del Napoli. Ma se parliamo di calcio preferisco ascoltare altre persone”. Massimo Mauro è il consigliere d’amministrazione del Royal Park “I Roveri”, complesso di golf che ha come presidente Allegra Agnelli e vice presidente Andrea Agnelli.

Ad accentuare ancora di più l’astio tra la corazzata di Murdoch e la società di proprietà di De Laurentiis c’è la lettera inviata da Sky a tutte le società di serie A per provvedere a risolvere la situazione del Parma, dato che la stessa Sky finanzia abbondantemente il calcio italiano e non ha intenzione di offrire un campionato non regolare. Una presa di posizione netta, decisa, quasi intimidatoria che il Napoli non accetta, unica società insieme a Sassuolo e Roma a votare contro la soluzione proposta da Tavecchio. De Laurentiis è il più grande sostenitore del fair play finanziario e dover accettare un compromesso simile, su pressione di Sky, va contro ogni tipo di discorso aziendale da lui condiviso. La ferita aperta è stata allargata ieri sera con il silenzio stampa “ad aziendam” deciso dallo stesso Presidente, ma a questo punto perché non presentarsi ai microfoni di Sky per spiegare le proprie giuste e sacrosante opinioni? Perché passare dalla parte della ragione (tecnico insultato senza diritto di replica e lettera “intimidatoria” per salvare il campionato) al torto senza dare la propria visione dei fatti? Perché non rompere definitivamente rischiando il tutto per tutto? Troppi soldi in ballo e nessuna alternativa alle porte. Davanti al Napoli la possibilità di presentare un uomo fidato della società, spiegare la propria posizione in modo chiaro, semplice, diretto senza ripicche e mezzucci puerili. Una grande occasione per far saltare il banco e rompere il monopolio Sky. E invece un’altra occasione persa.

Una caduta di stile, un altro passo indietro (elezione di Tavecchio) dopo tanti passi in avanti da parte del presidente De Laurentiis. Un peccato, un rammarico, un po’ come la squadra di quest’anno sempre ad un passo dall’agguantare la Roma ma mai realmente raggiunta.

SHARE