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Due milioni di euro per il riscatto, appena uno d’ingaggio di qui alla fine della stagione, ecco quanto costa Alessandro Diamanti alla Fiorentina. Ritornato in riva all’Arno insieme al vecchio compagno di avventure Alberto Gilardino, lui Alino era considerato il giocatore perfetto per la viola di Montella, tanto da far comparire un sorriso a “32 denti” sulla faccia del tecnico viola in conferenza stampa alla domanda “Diamanti è l’uomo giusto per innescare Gomez?”. Eppure il suo impatto con Firenze è stato subito importante, dopo l’esordio nel finale del match di Tim Cup contro l’Atalanta, partita in cui si sbloccò proprio Gomez, il primo gol condito da altrettanti sorrisi, sempre contro i bergamaschi, ironia della sorte, questa volta in campionato, una piroetta a “spiazzare” mezza difesa della Dea, sinistro che si apre e palla in rete.

REALTA’ ODIERNA Dopo quel sussulto poco altro, la Fiorentina è stata ridisegnata dopo l’arrivo di Salah e l’esplosione di Badelj con Montella che ha varato definitivamente il 4-3-3, Diamanti, in tutto ciò, è rimasto a guardare, abbastanza “anarchico” dal punto di vista tattico, bravo ad accorciare alle spalle della punta ma fuori luogo a giocare sull’esterno o decentrato nei due dell'”albero di Natale”, il giocatore non è stato inserito in lista UEFA per conservarlo fresco in ottica Serie A. Ad ora però il suo rendimento stenta a decollare sia sul piano tecnico che atletico; un solo gol in 9 partite tra Serie A e Tim Cup non è di certo un grande ruolino di marcia, in particolare “l’apnea” delle ultime gare lascia a desiderare, per non parlare delle chance su punizione, cavallo di battaglia di Diamanti, avute e non sfruttate. Sul piano atletico poi è notte fonda, Alino regge a stento i contrasti con gli avversari, in fase di ripiegamento è lodevole la sua dedizione ma l’attinenza “confusionaria” finisce spesso per distruggere quanto di buono fatto in precedenza, mentre quando si ritrova ad attaccare non riesce ad andare via al diretto marcatore con la stessa velocità sgusciante dei bei tempi andati.

DIAMANTI E IL FUTURO Ieri sostituito dopo appena 45 minuti, forse la peggior prova in Serie A di Diamanti da quando se ne ha ricordo, Alino non ne ha imbroccata una, lanci sbagliati, cross lenti, passaggi intercettati. Insomma una partita no. Eppure già a Milano contro l’Inter si erano intravisti questi problemi, poi però “la baracca” resse e tutti sono tornati felici a casa con i 3 punti. Ad ora il futuro del trequartista non è proprio scontato, la Fiorentina si tiene il beneficio del dubbio fino a fine stagione sperando di portare a casa qualche obbiettivo, poi si vedrà. Diamanti intanto dovrà dimostrare di essere un giocatore degno della maglia gigliata, mettendo da parte i propri tentativi personali di emergere, non un caso vederlo provare il tiro da 30-35 metri quando la squadra si trova sul punteggio di pareggio o costretta a recuperare, tante poi, anzi troppe, le proteste con il giudice di gara di turno, qualche volta, forse, sarebbe bene abbassare la testa e pensare a giocare, senza prendere troppo in considerazione altri problemi, il tutto magari rimettendoci dal punto di vista dell’attenzione.

 

Stefano Mastini

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