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lopez

Il coniglio dal cilindro, o se preferite, l’asso nella manica. Nico Lopez, “el Conejo” appunto, è l’uomo dai gol pesanti e in extremis, nonostante per Andrea Mandorlini sia soltanto un’alternativa nel Verona di quest’anno. A inizio novembre, aveva già bucato l’Inter e condannato Walter Mazzarri all’esonero, si è ripetuto sabato sera nella gara con il Milan. Due gol alla Scala del calcio, due punti agguantati sul filo di lana per il suo Verona, di nuovo tranquillo dopo un periodo difficile che aveva fatto temere il peggio.

I conigli sono fatti così, possono sbucare da qualunque parte e quando meno te l’aspetti, proprio come accaduto alle milanesi o al Catania (sua prima vittima in serie A), che ne fece le spese la sera del suo esordio assoluto tra i grandi dopo aver fatto meraviglie con la Primavera della Roma. Un gol fantastico che permise all’allora squadra di Zeman di evitare la clamorosa sconfitta interna all’esordio e al precoce talento uruguaiano di farsi notare al grande pubblico. Esploso forse troppo presto, ha trovato non poche difficoltà anche nella stagione scorsa giocata (poco) a Udine; la società friulana, ancora proprietaria del suo cartellino, ha preferito mandarlo in prestito alla ricerca di continuità, piuttosto che continuare a fare panchina all’eterno Totò Di Natale. Un’annata, quella di Verona, che forse il ventunenne sudamericano, si aspettava potesse essere quella della definitiva consacrazione, in cui accumulare la necessaria esperienza per poi riproporsi e imporsi da protagonista nella successiva. Purtroppo per, fino a questo momento, è stato più l’uomo degli ultimi minuti che quello capace di fare la differenza dall’inizio; una caratteristica, quella di entrare in campo a partita in corso, che Lopez possiede quasi in maniera naturale e che Mandorlini ha capito di dover sfruttare al meglio. Cinque reti realizzate, distribuite in un totale di 768′ giocati in campionato, rappresentano un bottino di tutto rispetto; curioso che quattro di queste siano arrivate da subentrato e soltanto una (alla Fiorentina) dall’inizio.

Le difficoltà di Lopez sono soprattutto di natura tattica; per una seconda punta veloce come lui, adattarsi al modulo di riferimento del tecnico gialloblù, non è affatto semplice. Il sacrificio in copertura che i fedelissimi Juanito Gomez e Jankovic garantiscono, non fa parte ancora del suo repertorio, oltre a limitarne troppo il talento che in tanti gli riconoscono. Ecco perchè, decidere negli ultimi minuti quando generalmente gli schemi saltano e le squadre si allungano, gli riesce meglio; crescere tatticamente, abituarsi anche alla fase difensiva, sarà il prossimo passo da compiere per Nico Lopez in ottica futura. Almeno finchè non troverà qualcuno disposto a credere fino in fondo nelle sue qualità di funambolo goleador, secondo solo a Paul Pogba nel mondiale under 20 del 2013.

Sgusciante, fulmineo, letale. “El conejoNico Lopez conosce l’arte del mestiere e, come in gioco di prestigio, sbuca fuori quando tutto sembra già deciso; l’uomo degli ultimi minuti ha colpito ancora, e sempre a San Siro. Uno stadio nel destino, nel quale ha realizzato i suoi numeri migliori e che, chissà, magari un giorno sarà la sua casa; due reti che suonano come sentenze per le milanesi, anche se per Inzaghi non è ancora quella definitiva.

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