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Quattro “pere”. Ecco quanto basta alla Fiorentina, e ai suoi tifosi, per mettere in dubbio il proprio stato di forma dopo un periodo “magico” condito da vittorie pesanti su campi difficili. Dopo la bella vittoria contro la Juventus allo Stadium in Tim Cup è arrivata la doccia gelata a tinte biancocelesti nemmeno quattro giorni dopo, un poker devastante che rende però giustizia alla grandissima mole di gioco sviluppata dai capitolini per tutto l’arco della gara, persino nel finale, dopo il 2-0 che aveva tagliato le gambe alla formazione di Montella. Un bagno d’umiltà in “succo di frutta”, se così vogliamo definirla, tanto per riprendere in considerazione l’idea delle “pere” e il sapore agrodolce con cui il tutto è avvenuto, del resto qualche battuta d’arresto ci sta in una stagione, soprattutto quando davanti si ha una delle migliori compagini del momento, con la prerogativa di essere ancora in grado di “vedere” il terzo posto, come se, di qui a fine stagione, ci sia ancora molto da fare, e da giocare.

RIALZARSI SUBITO Adesso la parte più difficile, dopo gli “schiaffi” infatti bisogna avere la forza di rialzarsi subito, la prossima partita contro la Roma in tal senso è un appuntamento da definirsi a “doppio taglio”, se è vero infatti che i capitolini non sono nel loro miglior momento alla Fiorentina non va tanto meglio, soprattutto a livello di organico, sono tante, e importanti, le defezioni in attacco che potrebbero delegittimare le doti offensive della formazione allenata da Montella. I viola, orfani di una punta di peso capace di allungare la difesa avversaria e di far salire la squadra, si sono ritrovati spesso ad imbastire azione d’attacco tese ad aggirare la retroguardia che si trova innanzi, magari provando qualche combinazione nello stretto grazie alle doti tecniche dei suoi trequartisti; il “falso nueve” è però una figura inesistente al momento nell’11 di Montella, Ilicic non è una punta e mai lo sarà, a quanto sembra, mentre gli altri, Salah e Joaquin, sono ottimi esterni quanto punte convertite. Il tecnico partenopeo sta facendo “carte false” per portare Babacar almeno in panchina, in modo da avere una validissima alternativa al mero tiki-taka, la risposta però sulla possibilità di vedere il senegalese in campo l’avremo solo e soltanto domani, non prima. In primo piano allora l’idea di gioco, con un centrocampo non più di fatica con elementi quali Kurtic o Badelj (a riposo), quanto illuminato dalla tecnica dei vari Pizarro e Borja Valero con la consueta qualità di Mati Fernandez, il migliore dei viola a Roma insieme a Neto.

FORMAZIONE ANTI-ROMA Sarà nuovamente 4-3-3, Neto confermato in porta, semplicemente strabiliante la prova dell’estremo difensore verdeoro contro gli uomini di Pioli, decisivo almeno in tre occasioni con tanto di riflesso felino sulla seconda battuta a rete di Biglia. In difesa tornano Marcos Alonso e Micah Richards sugli esterni, mentre Gonzalo Rofriguez e uno tra Savic e Basanta agiranno da centrali. Sulla linea mediana del campo torna il “core” del gioco gigliato, Pizarro vertice basso con ai suoi lati Mati Fernandez e Borja Valero; punto interrogativo in attacco, dove solo Joaquin e Salah sono sicuri del posto, l’ultimo posto dovrebbe uscire da questa lista di nomi: Babacar, Ilicic e Vargas. Il peruviano ha visto accrescere le proprie chance di partire dal primo minuto a fronte delle prestazioni non proprio convincenti dello sloveno, El Loco, posizionato alto a sinistra, garantirebbe natura “camaleontica” alla Fiorentina, il 4-3-3 potrebbe allora diventare 3-5-2 con Alonso pronto a scendere sulla linea dei centrali e Richards libero di spingere sulla destra in modo da dare man forte a Joaquin soprattutto per quanto riguarda le sovrapposizioni. Saranno fondamentali le motivazioni da ambo le parti, entrambe le squadre sono stanche soprattutto a livello psicologico, motivo per cui la gara potrebbe essere molto tattica anche in ottica match di ritorno.

Stefano Mastini

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