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ancelotti

Ha scosso il capo dopo i fischi piovuti dagli spalti al primo gol subìto, ha guardato il pubblico con perplessità alla fine della gara persa dal suo Real contro lo Schalke 04 per 4-3, risultato che non ha compromesso il passaggio delle merengues ai quarti di finale di Champions. Poi, a fine partita, ha attraversato la zona mista non rilasciando alcuna dichiarazione sulla partita, limitandosi ad un “io non parlo più fino a fine stagione“, palesemente stizzito dalla contestazione che i tifosi del Real stanno mettendo in atto nelle ultime settimane. Cristiano Ronaldo, insomma, non ci sta e si schiera totalmente dalla parte di Ancelotti, entrato incredibilmente nel mirino di stampa e tifosi per gli ultimi deludenti risultati del Real.

Se non avessimo assistito con i nostri occhi alle bordate di fischi partiti dalle tribune del Bernabeu, stenteremmo a credere ad una vera e propria contestazione (condita dalle immancabili campagne social con slogan come #Ancelottidimision e #Ancelottiveteya) nei confronti del tecnico che meno di tre mesi fa rientrava a Madrid aggiungendo il Mondiale per Club ad una bacheca che lo stesso allenatore di Reggiolo aveva arricchito, in un solo anno, con la conquista di Coppa del Re, Supercoppa Europea e, soprattutto, Champions League. La décima, un trionfo al primo colpo in un torneo che ai blancos mancava da 12 anni e che sembrava maledetto (nemmeno Mourinho era riuscito a conquistarla). Forse Carletto ha viziato troppo gli intenditori di fútbol iberici, ora lagnosi per quello che rappresenta semplicemente un “momento no” nell’arco di una stagione lunga ed estenuante. Un momento in cui le gambe non girano a mille e, complici gli infortuni di Modric e Rodriguez, non è certo contraddistinto dalla brillantezza del gioco o da risultati entusiasmanti. Eppure, dando uno sguardo alla realtà delle cose, il Madrid si è qualificato ai quarti di Champions ed è secondo in campionato ad un (uno!) punto dal Barça da appena tre giorni. L’unico trofeo per la cui conquista non è più in ballo è la Coppa del Re, coppa quasi irrilevante rispetto alle altre due e in ogni caso conquistata appena qualche mese fa. Insomma, l’undici di Madrid ha ancora tutte le carte in regola per ottenere nuovi trionfi in questa stagione, eppure a stampa e tifosi questa inaccettabile situazione non va proprio giù.

Le critiche mosse al tecnico italiano fanno sorridere. C’è chi lo accusa di avere una “mano flaca” nella gestione dello spogliatoio, ignorando consapevolmente e con malizia che è proprio il rapporto bonario con i suoi calciatori il segreto dei trionfi di Carletto. Altri gli contestano l’insistenza sul 4-3-3, chiedendo a gran voce il 4-4-2, modulo che Ancelotti ha abbandonato vent’anni fa e che difficilmente risponderebbe alle esigenze di questa squadra infarcita di fuoriclasse dalla cintola in su. Altri ancora non comprendono perché Bale, solo 14 gol e 8 assist sin qui in stagione, goda di tutta questa fiducia. La critica più simpatica è forse quella mossa da chi invoca Zidane, ora tecnico del Castilla (squadra B del Real), ritenendolo il vero artefice dei successi della passata stagione. Tutte accuse mosse dagli stessi, siamo certi, che saliranno sul carro del vincitore al prossimo trionfo delle merengues. Li hai viziati troppo, Carletto…

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