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thiago toure

 

E’ stato come un film, uno di quelli che ti siedi in poltrona e sai di poterti aspettare di tutto, e tutto puntualmente accade.

Nonostante la notte sia volata via, l’adrenalina lentamente scemata e l’odore del caffè a farla da padrone, risulta ancora complicato cercare di raccontare la “Folle Notte di Londra” senza andare a scomodare il romanticismo, il thriller…il mistico. Quello che è accaduto nelle oltre di due ore di gioco (e definirlo gioco è ancora riduttivo) nel quartiere Fulham di Londra, è un qualcosa che più si avvicina alla leggenda che ad una partita di calcio. I protagonisti c’erano tutti, il contesto straordinario, di motivazioni neanche a parlarne: tutto questo e molto di più è stato Chelsea-Paris Saint-Germain, il match più bello dell’anno.

Come in ogni avvenimento straordinario, nonostante la grandezza di ogni singolo elemento, c’è sempre qualcuno o qualcosa che si staglia su  tutto il resto, che al momento fatidico prende per sé la ribalta e decide lo storico finale. La vita di Thiago Silva potrebbe essere tranquillamente la trama di un libro,  la partita di ieri sera uno dei capitoli più emozionanti e il minuto 114 il climax più importante. Perché se nella tua esistenza non sei stato messo ko dalla tubercolosi e dal rischio di perdere un polmone cosa vuoi che sia l’espulsione del migliore tra i tuoi compagni nella partita più importante dell’anno. E per giunta contro di loro, quelli con la maglia Blues che 12 mesi fa ti avevano cacciato via all’ultimo secondo. Eppure Thiago non era mai stato vicino al baratro come ieri sera. Perché dopo aver giocato una partita da dominatore della propria parte di campo, aver disinnescato le strategie tattiche e mentali di quel diavolo di Mourinho, e dopo essere stato il primo ad abbracciare David Luiz (un’altra incredibile storia che meriterebbe di essere raccontata), era stato proprio lui a vanificare tutto con quell’assurdo intervento di mano.

Ma è a questo punto che i campioni scendono in campo, quelli che non si fanno travolgere dal destino ma bensì lo riscrivono di loro pugno e con le loro gesta. Come in quel minuto 114, il minuto in cui il capitano brasiliano ha sovrastato mezzo Chelsea e mezza Londra per depositare in rete il pallone che cambierà per sempre la storia del Paris Saint-Germain. Nella Ville Lumière ora avranno un’altra storia di cui parlare e di cui fregiarsi, tutti parleranno di quella notte, la Folle Notte di Londra” in cui Thiago Emiliano da Silva salì più in alto della Tour Eiffel.

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