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kokorin

In un’ipotetica classifica di popolarità, Diego Maradona si collocherebbe forse tra le prima cinquanta persone del globo terracqueo. Chi non ha mai visto il filmato di un suo gol? Chi non ho mai sentito parlarne? E chi non conosce il suo passato da calciatore, segnato dalla simbiosi sportiva e umana con la città di Napoli? Del pibe si sa tutto e chi naviga nel suo stesso Mondo, di attenuanti, proprio non ne ha.  Tra la folla festante, bardata da un azzurro mai sbiadito, spunta la mano alzata da Aleksandr Kokorin, ventitreenne attaccante della Dinamo Mosca. Il calciatore, seduto nel ventre del San Paolo per la conferenza stampa, ha ammesso di non conoscere il passato di Dieguito: “Ho saputo adesso che Maradona giocava a Napoli. So solo che voglio far gol”. Ecco, per sperare nell’impresa, un’occhiata alle prodezze sfoderate da quel campione nei suoi sette anni partenopei, non gli avrebbe certo fatto male.

Le immagini e le notizie saranno arrivate anche in Unione Sovietica ma forse il moscovita guardava altro, s’ispirava a chissà chi. Niente, quel numero dieci proprio non lo attirava. E non può certo fungere da giustificazione la sua data di nascita: diciannove marzo novantuno, cioè due giorni dopo l’ultima di Diego a Fuorigrotta, contro il Bari. L’argentino lasciava mentre lui metteva piede sulla terra, in un turn over irriverente che nemmeno la più fervida fantasia può reggere, manco per un secondo. C’è ancora tempo per recuperare, per mettersi al passo con il resto del Mondo? Forse si. Un aiuto potrebbe fornirglielo proprio Maradona: un dvd e una maglietta, con quel numero magico cucito sulla schiena. Un primo approccio per provare a capire, per farsi un’idea e per cantare: “Maradona è meglio e Kokorin”.

Nel frattempo per rinfrescarci la memoria ecco un video delle prodezze del numero dieci argentino: