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Il destino a volte è davvero beffardo. Lo avranno pensato tutti al momento dell’estrazione degli accoppiamenti degli ottavi di finale di Champions, quando l’urna di Nyon ha abbinato il Chelsea di Mourinho al Psg di David Luiz, difensore ex blues trasferitosi in Francia proprio per volere del tecnico portoghese.

Nel maggio scorso il riccioluto centrale brasiliano lascia Stamford Bridge subito dopo aver letto il suo nome in cima alla lista degli epurati stilata da Mou, trasferendosi a Parigi per una cifra vicina ai 50 milioni di euro che desta non poche perplessità nella stampa transalpina. Lo Special One, intanto, se la ride: “David qui ha fatto cose importanti, è sempre stato un buon professionista e ci mancherà come ragazzo. Ma da un punto di vista calcistico crediamo che ora la squadra sia più forte di prima”. Nel calcio come nella vita, però, ride bene chi ride ultimo e da mercoledì sera lo sa anche l’ex allenatore dell’Inter, eliminato dalla Champions grazie ad un gol dello scartato David Luiz che con una rabbiosa capocciata ha spazzato via il Chelsea e le polemiche sul costo del suo cartellino, cogliendo una vendetta sportiva ai limiti dell’immaginabile. Difficile pensare ad una trama più diabolica di questa, impossibile per il mister di Setùbal immaginare che il gol David Luiz rappresenti solo l’anticamera di una giornata da dimenticare. Probabilmente la più brutta della sua intera carriera.

DE BRUYNE IMPOSTA- All’indomani della notte da incubo di Stamford Bridge, il lusitano ha infatti dovuto assistere alle ulteriori “vendette” di diversi suoi ex giocatori, impegnati in Europa League e frettolosamente considerati non all’altezza del suo Chelsea. I riccioli di David Luiz sono diventati così improvvisamente simili al biondo vivace di Kevin De Bruyne agli occhi del portoghese, probabilmente ammutolito dalla strepitosa prestazione del suo ex giocatore (doppietta e assist) contro la sua ex amatissima squadra. Acquistato dal Chelsea nel gennaio 2012, l’ex Genk in due anni non trova grande spazio con i Blues, nonostante l’ottima esperienza in prestito al Werder Brema. Solo ad inizio stagione De Bruyne viene schierato titolare, nelle prime due giornate di Premier contro Hull e Manchester United. Poi appena 5 minuti alla quinta col Fulham, prima di essere confinato in panchina e, spesso, in tribuna. Mou lo accantona e il Wolfsburg non si fa scappare l’occasione, scucendo circa  20 milioni per portarselo a casa. 21 assist e 14 gol dopo, non sono pochi i tifosi del Chelsea che lo rimpiangono considerandolo di un’altra categoria rispetto a Oscar e Willian.

SALAH RIFINISCE- Non bastassero le prodezze di De Bruyne, a rovinare l’umore di Mou ha contribuito anche il viola Mohamed Salah, ceduto in prestito (con diritto di riscatto in favore dei Della Valle) dal Chelsea perché non rientrava nei piani del tecnico. Anche ieri il Messi d’Egitto ha fornito un’ottima prestazione, mandando in porta Ilicic in occasione del momentaneo vantaggio della squadra di Montella, per quello che è il secondo assist in nove presenze in cui ha realizzato già la bellezza di 6 reti. Un ruolino niente male per uno che a Londra il campo lo vedeva col binocolo.

LUKAKU LA CHIUDE- Finita qui? Macchè. A chiudere alla perfezione le pessime 24 ore di Mourinho ci ha pensato il gigante classe ’93 Romelu Lukaku, centravanti che l’Everton ha acquistato dal Chelsea la scorsa estate per circa 32 milioni (cifra che fa di lui l’acquisto più oneroso della storia del club). Come gli altri, anche il belga-congolese non godeva della particolare fiducia del lusitano nonostante i 22 milioni versati da Abramovich nelle casse dell’Anderlecht per assicurarsi quello che, nel 2011, veniva considerato il “nuovo Drogba”. Il ragazzone è stato decisivo nella sfida di ieri contro la Dynamo Kiev, fornendo un assist a Naismith e realizzando il rigore del definitivo 2-1. A volte il destino è proprio beffardo, vero Mou?

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