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L’avventura di Davide Dionigi sulla panchina del Varese è finita prima ancora di cominciare, dato che è stato esonerato dopo solo una giornata di campionato. L’esperto tecnico era stato chiamato a sostituire Stefano Bettinelli che, dopo un buon inizio di stagione, condito da importanti vittorie e da una situazione di classifica dignitosa, non è riuscito ad evitare l’ultimo posto, aggravato dai punti di penalizzazione e dai problemi societari. Dionigi quindi si sarebbe dovuto aspettare un’avventura gravida di difficoltà: la partenza è stata horror, con la sconfitta per 3-0 del Tombolato contro il Cittadella. Partenza che ai dirigenti non è andata giù, decidendo così di esonerare il neo allenatore e di richiamare clamorosamente Bettinelli.

Non è però stato l’unico caso nei nostri più importanti campionati e non sarà nemmeno l’ultimo, finché ci saranno vulcanici presidenti che prenderanno decisioni avventate.

FATTORE CELLINO-ZAMPARINI – Due dei più vulcanici proprietari che hanno influenzato il nostro calcio sono stati di sicuro Massimo Cellino e Maurizio Zamparini. Cellino si è reso noto per l’artistico esonero di Attilio Tesser nel 2005 quando, dopo l’avvertimento nella pre-stagione con la celebre frase “vediamo se lei è un uomo fortunato”, ha licenziato l’attuale allenatore della Ternana in seguito alla sconfitta per 2-1 alla prima giornata. Ma l’imprevidibilità di Zamparini è impareggiabile, così da annoverare numerosissimi esoneri. Per citarne uno quello di Stefano Pioli, sollevato dall’incarico all’inizio della stagione 2011-12, dopo solo una partita di Coppa Italia, senza nemmeno aver esordito in campionato. Da Oscar quello che toccò a Ezio Glerean, chiamato a Venezia in Serie B dal presidente Zamparini. Mentre è in ritiro con la sua nuova squadra, Zamparini acquista il Palermo, militante sempre in Serie B, dove lo trasferisce con il blocco dei giocatori scelti tra i veneti, ma l’avventura in Sicilia finisce in ottobre, con l’esonero alla prima giornata.

Delle comiche che sanno di poca pianificazione e mancanza di piani concreti per il futuro delle società, che al nostro calcio servirebbero come il pane.

 

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