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Si scrive mercato e si legge centrocampo. Non è un mistero, il Napoli interverrà sin da giugno, per rafforzare il reparto meno equipaggiato dal punto di vista numerico e qualitativo. E i nomi già si rincorrono con largo anticipo, nonostante la società non abbia ancora chiarito il futuro di Rafa Benitez. Su tutti, spunta Mirko Valdifiori. Il regista dell’Empoli sarebbe a un passo dall’azzurro più nobile. E emergono le cifre dell’affare: 6.5 milioni di euro, un premio che abbraccia anche la valorizzazione di Luigi Sepe che in estate farà ritorno alla base. Un affare? Forse si, oppure no. Le buone ragioni, necessarie per approvare il colpo, non cancellano i dubbi legati ad un’operazione oramai in dirittura d’arrivo che porterebbe con sé tanti rischi.

Perché si: reperire un regista dotato di gran piede, restando nei parametri economici imposti dalla società, non è impresa facile. Al primo anno di serie A, il calciatore ha incantato per continuità di prestazioni e per sicurezza: testa alta e verticalizzazioni, come insegna il manuale del centrocampista. Dopo tanta gavetta, il passaggio in una grande piazza, segnerebbe il coronamento di un sogno, l’apice di una carriera costruita tra i cadetti. Il Napoli, dopo numerosi tentati andati a vuoto,  potrebbe finalmente godersi il suo play, pronto a la sciare la provincia per la definitiva consacrazione.

Perché no: Historia magistra vitae. La locuzione di Cicerone dovrebbe valere soprattutto per il Napoli che troppe volte si è scottato negli ultimi anni, rinunciando di fatto a competere per grandi traguardi, proprio a causa di quella lacuna in mezzo al campo. Basterà Valdifiori? Può darsi ma si tratterebbe dell’ennesima scommessa. Per restare alla strettissima attualità, basta citare Jorginho, arrivato con grandi ambizioni e poi finito nel dimenticatoio, per questioni caratteriali (forse) e tattiche (probabilmente). Si dibatte da tempo su quello schieramento a due che non esalterebbe le doti di quello che troppo presto era stato definito “il nuovo Falcao”. E Valdifiori, manco a dirlo, ha dato il meglio di sé in una mediana a tre, proprio come Jorginho. Un controsenso, se dovesse restare Benitez. O forse un segnale in più che allontana il tecnico spagnolo da Napoli.

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