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Mario Gomez, attaccante della Fiorentina, è stato protagonista della trasmissione “I Signori del Calcio” su Sky Sport svelando diverse curiosità sul proprio conto, dal perché ha scelto la Fiorentina ad altri retroscena.

ECCO PERCHE’ SONO QUI – “Dopo i quattro anni vissuti alla grande al Bayern Monaco ma con la pressione di dover sempre vincere avevo sentito il bisogno di andare in un posto diverso, magari in una squadra meno forte ma con ottime potenzialità che avrebbero consentito una crescita in tempi brevi. Di offerte ne avevo, mi voleva il Real Madrid, ma qualcosa mi ha portato a scegliere la Fiorentina”.

MAI VISTA UNA COSA SIMILE – “Prima di approdare a Firenze mi avevano detto cosa avrei trovato in viola ma non mi sarei aspettato di trovare lo stadio gremito il giorno della mia presentazione – aggiunge Mario Gomez – c’erano venticinquemila tifosi viola che cantavano il mio nome, fu una cosa fantastica che ricorderò per sempre. Della Valle? Uno come lui nel mondo del calcio è atipico, di gente così passionale e positiva ce n’è poca e lui vuole sempre il meglio per la Fiorentina”.

GRANDE PEPITO – Gomez parla anche di Giuseppe Rossi: “E’ un ragazzo che vive di calcio, un vero fenomeno che fa delle magie col pallone, e non esagero se lo definisco un top player. Purtroppo è stato molto sfortunato in carriera per via dei tanti infortuni, spero di poter giocare insieme a lui quanto prima. Quando arrivai alla Fiorentina e vidi che c’era Rossi in squadra pensai che era il partner perfetto”.

PROGETTO VINCENTE – Mario Gomez aggiunge: “Montella vuole un gioco propositivo con la palla sempre in nostro possesso, è molto importante per un attaccante questo aspetto. Per il futuro desidero sempre il meglio per la mia famiglia, nel calcio invece non sempre tutto va come vorresti ma ora penso a migliorare sempre di più con la Fiorentina e vogliamo vincere un titolo assolutamente, anche se per ora Juventus e Roma ci sono superiori. Quando ero allo Stoccarda non credevo che avremmo potuto vincere la Bundesliga, la squadra era composta in larga parte da elementi provenienti dal settore giovanile, la strada ce la spianò Trapattoni che era stato in panchina due anni prima”.

ESPERIENZE POSITIVE… – “Andare al Bayern Monaco fu un sogno per me. Van Gaal? E’ uno che dice sempre quello che pensa, appena arrivai mi disse che ero un giocatore come gli altri, i miei inizi lì non furono da ricordare ma poi le cose migliorarono ed è stata una grande esperienza. Champions League? La sognavo fin da piccolo guardando le partite del Barcellona in tv. Dopo aver perso le finali con Inter e Chelsea era difficile battere il Borussia Dortmund: avevamo un’enorme pressione addosso, siamo scesi in campo pensando che non potevamo perdere per la terza volta in pochi anni. Con i nerazzurri non eravamo pronti e la squadra di Mourinho era fortissima, quella sconfitta è servita per i successi che sono giunti dopo”.

…E NEGATIVE – “Contro il Chelsea invece la cosa fu più surreale, è difficile descrivere ciò che accadde, giocavamo in casa ed avevamo tutto a favore, avevamo giocato anche molto bene ma segnammo un solo gol, poi Drogba segnò al primo tiro in porta dei londinesi e per noi del Bayern fu uno shock, ma è il calcio. La mancata convocazione ai Mondiali 2014? E’ stata una ferita enorme per me, volevo andare in Brasile con la mia Germania, abbiamo vinto ma io non c’ero”.

 

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