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osvaldo

Da desaparecido, o quasi, esattamente un mese fa Pablo Daniel Osvaldo sbarcava a Buenos Aires, sponda Boca. Nemico numero #1 all’Inter, snobbato dalla Juventus e letteralmente cacciato dal Southampton, l’indesiderato puntero italo-argentino trovò nella destinazione oltreoceanica l’unica praticabile in quel momento della sua “tempestosa” carriera. Ebbene, nonostante in patria gli avessero dato del “vende humo” (tutto fumo) 30 giorni dopo Osvaldo è già diventato il numero Re della Bombonera. L’impatto dell’oriundo tra gli Xeneizes è stato devastante, con 4 reti nei 5 match disputati, ultimo proprio la scorsa notte nel match di campionato contro il Defensa. Cross di Palacios dalla destra e cabezazo impressionante dell’ex nerazzurro che ha fulminato il portiere sul primo palo, smitragliando poi senza sosta sotta la curva dei suoi nuovi tifosi. In questo mese il numero 23 del Boca ha sciorinato il meglio del suo repertorio, con due gol di testa, un destro in acrobazia (pezzo forte della casa) e un calcio di rigore in scioltezza mettendo seduto l’estremo difensore avversario.
Fin qui tutto bene allora, le premesse ci sono tutte, siamo pronti ad assistere ad una lungo sodalizio tra il Boca Juniors e Osvaldo, ricco di gol e vittorie…ma sarà veramente così?

Storicamente questo sport è stato ricchissimo di giocatori straordinariamente dotati ma che per limiti caratteriali e mancanza di totale abnegazione alla causa hanno lentamente visto scemare la fiamma del loro talento. Purtroppo Osvaldo, fino a questo momento della sua carriera, rientra nella sfera di questi calciatori. Nonostante le sue enormi capacità, la sua forza fisica e la particolare abilità di entrare subito nei meccanismi di una nuova squadra, partendo sempre a mille all’ora, arriva quel punto di non ritorno che lo costringe puntualmente a cambiare casacca, o addirittura campionato.

Questa volta però potrebbe esserci qualcosa di diverso, un fattore nuovo e decisivo. Dopo aver vestito infatti maglie importantissime e calcato i prati di stadi storici, basti pensare all’Olimpico, San Siro o lo Juventus Stadium, arrivato alla soglia dei 30 anni, nel cuore di Dani Osvaldo potrebbe fare definitivamente breccia l’urlo e il calore della Bombonera, non un semplice stadio ma un vero tempio per un argentino. Avete qualche dubbio a riguardo? Beh, questo le parole dell’italo-argentino al termine della partita: “Il gol non sono riuscito nemmeno a vederlo, ho solo sentito la gente urlare. Non so dove sia andata a finire la palla, ho messo la testa e poi…ho visto la Bombonera”.

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