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difesa

Internazionale nel nome e nello spirito, da sempre l’Inter predilige acquistare e schierare giocatori provenienti da ogni parte del mondo, cercando (non senza difficoltà) di assemblare undici giocatori che in campo dovrebbero parlare la stessa lingua, quella universale del calcio. Negli anni della crisi del calcio italiano, pieno zeppo di stranieri dalle dubbie qualità in luogo di calciatori di casa nostra ai quali non viene data la possibilità di esprimersi, le critiche degli addetti ai lavori si sono concentrate proprio verso società come quella nerazzurra, colpevoli di preferire spesso gli stranieri, agli italiani.

Nella gara di ieri sera però, è accaduto qualcosa di insolito, inaspettato, quasi storico. Una cosa che i tifosi interisti non vedevano da circa un ventennio; nel momento in cui Dodò ha dovuto abbandonare il campo infortunato, lasciando il posto a Santon, la linea difensiva (ad eccezione di Handanovic) era composta soltanto da giocatori italiani. D’Ambrosio, Ranocchia, Andreolli, e appunto Santon. Una rarità assoluta, che difficilmente potrà essere il preludio a una svolta epocale, visto che al centro il titolare è il pur discusso brasiliano Juan Jesus, ieri squalificato. La notizia resta, così come la soddisfazione di vedere finalmente impiegati contemporaneamente così tanti italiani; una scelta dettata certamente dettata dalle necessità, neanche tanto fortunata, visto il deludente pareggio finale.

Proprio la retroguardia, il reparto che più di ogni altro continua a non convincere, per usare un eufemismo. Per l’ottava partita consecutiva, la squadra di Roberto Mancini ha subito almeno un gol, palesando i soliti difetti di personalità e concentrazione. Cambiare non è servito a trovare solidità, nonostante sia al centro, che ai lati, gli avvicendamenti siano stati molteplici; così come il cambio di sistema e di modulo, da Mazzarri a Mancini, abbia coinvolto in pratica tutti i difensori presenti in organico. L’epurato Vidic, sempre titolare nella prima parte della stagione, ha dovuto lasciare spazio alla nuova coppia RanocchiaJuan Jesus, Nagatomo e Jonathan (gli esterni nel 3-5-2 del tecnico toscano) fermi ai box, Dodò dopo un inizio confortante ha dimostrato tutti i suoi limiti, D’Ambrosio è stato rilanciato da Mancini senza però mai tornare quello di Torino. Attualmente il solo Santon, pur stanco e spremuto, rappresenta una certezza per il futuro; tutti gli altri restano sotto esame e dovranno guadagnarsi la riconferma, tutt’altro che scontata.

Neanche il ritorno a una difesa tutta italiana dunque, è riuscito a risollevare le sorti di una squadra costretta a navigare a vista, senza un obiettivo ben preciso. Mercoledi sera il Wolfsburg dirà quale finale attende un’Inter sempre più depressa e incompiuta; chissà che non si possa centrare l’impresa, ripartendo dagli stessi quattro visti ieri sera. Del resto, in un’Internazionale, c’è spazio per tutti: anche per gli italiani.

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