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mister

“Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita di pallone”.

Così Rita Pavone, nel lontano 1963, cantava un pezzo che sarebbe diventato un must assoluto della cultura italiana legato al mondo del calcio. Se dovessimo rapportare questa canzone ad oggi, non siamo sicuri che il motivetto avrebbe così tanto successo. Basta guardare quest’ultima giornata di campionato, che ovviamente non è ancora terminata. Alla Pavone non basterebbe una strofa intera per adattare il pezzo, dovendo aggiungere al ritornello anche “il venerdì, il sabato, la domenica, il lunedì ecce cc”.

E’ il cosiddetto “campionato spezzatino”, dal canonico “tutti in campo alle 15:00” a quello andato in scena ieri pomeriggio, con solo 3 partite disputate nell’orario che per eccellenza significava calcio.

Nonostante queste amare premesse, e un turno ancora ben lontano da un’analisi definitiva, quella che doveva essere una domenica abbastanza anonima, un semplice intermezzo tra i turni di coppa, ci ha regalato risultati per larghi tratti sorprendenti, che potrebbero avere un peso clamoroso nell’economia del campionato.

Partendo proprio dalle 15, tra il largamente pronosticabile poker subito dal povero Parma al cospetto del Sassuolo, e l’ancor più scontato 0-0 tra Atalanta-Udinese, con il caro vecchio Reja che porta a casa il secondo punto in due partite, spicca il colpaccio del Chievo Verona in casa del Genoa. Con il secco 2-0 griffato Paloschi, i clivensi aggiungono un mattoncino enorme alle fondamenta dell’ennesima salvezza, mentre i rossoblu di Gasperini, dopo aver più volte strappato punti alle grandi, si confermano “Piccoli con le piccole” vedendo sempre più allontanarsi il sogno europeo.

Il risultato più chiassoso di questa silenziosa domenica è sicuramente quello andato in scena al Bentegodi, dove il Napoli di Benitez è stato nettamente piegato dal Verona di Luca Toni. La doppietta dell’intramontabile bomber potrebbe essere una sentenza disarmante per i partenopei, con un lunedì che potrebbe risultare ancor più amaro, pur senza scendere in campo. Higuain e co. infatti potrebbero in un sol colpo assistere all’allungo della Roma, all’avvicinamento della Fiorentina, ma soprattutto al sorpasso della Lazio, che significherebbe essere fuori dalla zona Champions per la prima volta in stagione.

Non se la passa sicuramente meglio l’Inter di Roberto Mancini che in casa con il Cesena, una squadra che in classifica precede solo il Parma, non va oltre l’1-1 finale. Le problematiche dei nerazzurri sono ormai note a tutti, e si sono palesate perfettamente nella serata di San Siro. Tanta manovra, tante occasioni, ma poca capacità di capitalizzazione, primi tempi spenti, e ennesimo gol subito (il 35° stagionale, peggior difesa delle prime 10 della classe) alla prima disattenzione difensiva. L’addio alla Champions era arrivato ormai da mesi, ma il grosso rischio che corrono ora i nerazzurri è quelli di toppare clamorosamente la qualificazione in Europa League, con un calendario che recita Sampdoria, Milan e Roma nelle prossime settimane.