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kakà orlando

In America sono tutti pazzi per il calcio. Il debutto casalingo assoluto in MLS dei New York City, compagine di nuova formazione affiliata al Manchester City, è stato seguito da ben quarantatremila tifosi festanti che hanno inneggiato alla squadra della Grande Mela, la quale si contenderà il ruolo di prima compagine cittadina assieme ai più rodati Red Bulls. Nel New York City gioca l’ex Valencia e Barcellona nonché ex nazionale spagnolo, David Villa, il quale ha bagnato con un gol l’esordio nel suo nuovo stadio, lo Yankee Stadium, il tempio del baseball, che negli Stati Uniti è uno sport dall’aura magica.

NUOVE STAR – Questi numeri testimoniano la grande crescita del movimento calcistico negli Stati Uniti, assieme all’irrobustimento del tetto ingaggi globale dei calciatori della Major League Soccer, come stabilito dal nuovo contratto collettivo di due settimane fa che aveva quasi rischiato di portare al rinvio dell’inizio della stagione agonistica con un clamoroso sciopero. Ora tutto è rientrato e la Major League, persa una stella come Thierry Henry, ritiratosi dal calcio giocato e che aveva messo radici nel Nuovo Continente, ha ritrovato ora una nuova superstar in David Villa, ed a giugno arriverà Frank Lampard, già contrattualizzato proprio dai New York City e lasciato in prestito al Manchester City.

KAKA’, RONALDO, RAUL! – Già nelle scorse stagioni i grandi campioni a fine carriera come David Beckham avevano preferito gli States ad altre mete esotiche considerate classiche come gli Emirati Arabi per svernare e dare gli ultimi calci a suon di milioni. Nella MLS il livello tecnico si sta alzando ogni anno sempre più ed anche il business che gira attorno al movimento è in costante aumento. A livello di grandi nomi il soccer a stelle e strisce è stato capace di attirare anche uno come Kakà, accasatosi agli Orlando City e che può ancora dire la sua a certi livelli, non dimenticando poi un certo Fenomeno Ronaldo ed un tale Raul che hanno appena cominciato la loro scalata al calcio americano rispettivamente con Fort Lauderdale e New York Cosmos, ennesima squadra della Grande Mela che al pari del NY City proverà a diventare subito grande. Entrambe le compagini partono dalla NASL, in pratica la serie b statunitense, che con la stessa denominazione fu istituita da fine anni ’60 fino al 1984.

MACCHE’ VALIGIA DI CARTONE – Come numeri la MLS ha davvero di che sorridere: gli appassionati di calcio negli Stati Uniti stanno aumentando, complice anche le positive esperienze della Nazionale nelle ultime edizioni di Mondiali, Confederations Cup, Gold Cup ed altre competizioni. Intanto i 43.000 supporters della prima in casa dei NY City fanno seguito ai ben sessantamila sostenitori della scorsa settimana al Citrus Bowl di Orlando che hanno seguito il “deb” di Kakà e compagni. Statisticamente poi se effettuiamo un confronto con la Serie A il soccer americano ci sarebbe superiore per media presenze, e lì gli stadi sono tutt’altra cosa rispetto a quelli italiani. Non a caso l’esodo dall’Europa a quei lidi comincia a diventare sempre più frequente, chiedere a Sebastian Giovinco (Toronto FC) ma anche ai vari Di Vaio, Nesta, Corradi, Ferrari, tutti ex Montreal Impact dove da dicembre gioca Marco Donadel e che presenta anche elementi quali l’inglese Reo Coker e l’argentino Ignacio Piatti. E non dimentichiamo un altro emigrante del Belpaese: è l’ex portiere scuola Inter, Paolo Tornaghi, approdato in USA ai Chicago Fire e passato poi ai Vancouver Whitecaps.

 

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