Emil Hallfredsson, un sottovalutato quanto atipico numero 10

Emil Hallfredsson, un sottovalutato quanto atipico numero 10

Hallfredsson

Giulietta, apostrofata sempre in maniera poco carina dai partenopei, si è presa una bella rivincita domenica pomeriggio: il gesto d’amore del Verona (e non di Romeo) ha, per una volta, tolto lei dai riflettori piazzandovi un immortale e sempre prolifico Luca Toni, bomber che non conosce età. C’è però un altro giocatore, autore di una partita maiuscola, che sta stupendo per i suoi numeri inattesi. Stiamo parlando di Emil Hallfredsson.

Islandese dallo sguardo gelido, Hallfredsson è alla sua quinta stagione al Verona. L’Italia, però, lo aveva già conosciuto precedentemente: due stagioni di buon livello alla Reggina prima dell’approdo all’ombra del Bentegodi. Hallfredsson rientra ormai nel gruppo dei senatori che sono partiti dalla Prima Divisione per trascinare la squadra in A. Punto fermo del centrocampo scaligero, indossa una maglia pesantissima come la 10. Una maglia che, a prima vista, su di lui sembra uno spreco. Ma anche no.

Sin dai tempi della Reggina, Hallfredsson ha messo in luce discrete qualità tecniche, oltre alla consueta grinta e fisicità. La sua forza è apparsa fin da subito la duttilità: Hallfredsson può infatti giocare sia da interno nel centrocampo a tre che come centrocampista di sinistra in una mediana schierata con quattro interpreti. Non di rado, comunque, lo si è visto interpretare anche il ruolo di esterno mancino (molto meno frequentemente, invece, ci sono state “scampagnate” da seconda punta molto difensiva). Tali caratteristiche consentono ad Hallfredsson di compiere in maniera ottimale la fase difensiva, con assoluta dedizione (a testimoniarlo, anche qualche cartellino racimolato quì e lì) oltre che discretamente bene quella d’attacco. Nei primi anni italiani il suo talento è stato di sicuro limitato da una posizione troppo “costretta” all’interno del campo. Dal momento dell’approdo al Verona, invece, l’islandese ha saputo sfruttare il modulo di Mandorlini ampliando a dismisura la sua visione di gioco.

Hallfredsson, infatti, è un egregio uomo assist: in maniera molto silenziosa lo si può trovare tra le prime posizioni della classifica attuale riguardante i passaggi decisivi per i compagni. Con i suoi 5 assist, l’ultimo dei quali proprio in occasione del 2-0 di Toni contro il Napoli, Hallfredsson risulta piuttosto utile anche in chiave Fantacalcio, come giocatore da acquistare a pochi crediti ma ugualmente capace di regalare bonus. Nel centrocampo del Verona i giocatori con una buona tecnica non mancano (Obbadi, Tachtsidis) ma il Nazionale islandese appare assolutamente insostituibile per la sua peculiare qualità di saper fare da collante tra i tre reparti mobili in modo eccelso e, soprattutto, senza protagonismi di sorta, nonostante egli possegga un discreto dribbling nonché un pericoloso tiro dalla distanza.

Certo, la grinta spesso toglie precisione: per un periodo Hallfredsson è stato inviso alla sua stessa tifoseria, fischiante dagli spalti per brutte palle perse o verticalizzazioni non sempre esaltanti. Ma in un calcio moderno, che alla tecnica deve unire una certa dose di fisicità, un giocatore come Hallfredsson rappresenta il mix perfetto tra un mediano dai piedi buoni e un centrale di centrocampo con compiti offensivi. E pazienza se, magari, quel 10 possa non stargli proprio bene addosso: il calcio cambia e con lui funzioni, ruoli, giocatori. Lunga vita ad Hallfredsson, il “fantasista” moderno più atipico che ci sia.