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Appena un tempo da Fiorentina con interpreti da Fiorentina. Ecco quanto è bastato alla viola formato turnover (pesante) per far fuori un Milan diligente e poco più, finito per sciogliersi al sole della rinascita gigliata in salsa spagnola, grazie a quel Joaquin sempre più uomo definitivo sull’out di destra della stagione dei toscani. Eppure la sconfitta di Roma contro la Lazio unita al pareggio contro i giallorossi d’Europa League non erano proprio i risultati più incoraggianti per affrontare una sfida difficile, e importante, contro un Diavolo messo si in discussione, sempre pronto a resuscitare sul manto verde del Franchi.

PROVA DI FORZA E’ stata una prova di forza incredibile quella messa in atto dalla Fiorentina contro il Milan, addirittura sotto nel punteggio nel suo momento migliore, proprio come a Roma contro i biancocelesti, una settimana fa però il rigore realizzato da Candreva finì per tagliare le gambe ai gigliati, ieri la rete di Destro è risultata essere più uno sbandamento in corso d’opera che un vero e proprio incidente mortale. Sono serviti alcuni minuti per riorganizzarsi, il resto l’ha fatto poi Joaquin e la difesa rossonera, maldestra a dir poco, contraddistinta da un baricentro troppo basso nel finale di partita. La volontà di “non giocare” dei rossoneri è stata sbugiardata e bastonata, emblema totale l’ammonizione a Diego Lopez per perdita di tempo, mentre è stata premiata la voglia di rivalsa dei viola che sono esplosi dopo l’1-1 di Gonzalo Rodriguez. Alle volte sono partite come questa a fare una stagione, un tempo la Fiorentina era solita perdere per strada queste occasioni, con Napoli e Roma che si fermano, ora la musica sembra essere cambiata in meglio per i gigliati, in corsa su tre fronti alla ricerca anche, e soprattutto, di energie nervose per andare avanti fino alla sosta in questa “apnea” che l’ha vista scendere in campo 9 volte in appena un mese, roba da stacanovisti.

ADESSO LA ROMA Sotto allora con il prossimo impegno, il calcio non si piega dinanzi al tempo, in programma c’è la Roma in Europa League, si parte dall’1-1 dell’andata, risultato agrodolce per i capitolini, adesso però è la Fiorentina ad avere l’inerzia, almeno psicologica, dalla sua parte, poco da dire e poco da fare. I giallorossi sono affondati in casa sotto i colpi di una Sampdoria cinica, davanti ad un pubblico che poco o nulla ha perdonato agli uomini di Garcia, specchio psicologico di un momento che potrebbe costare carissimo in termini di obbiettivi alla lupa. La Fiorentina si presenterà allora in forma alla partita di giovedì, stanca si ma non quanto la Roma, ben più contenti e rinfrancati rispetto ai capitolini; forse mai incastro di risultati sarebbe potuto esser migliore per i gigliati che avranno dalla loro il match-point definitivo per far cadere definitivamente i giallorossi in una stagione per loro devastante. Montella non risparmierà i migliori, anzi, in difesa ritorna Savic, mentre a centrocampo spazio a Pizarro (dovrebbe stringere i denti il cileno) con Babacar pronto a partire dall’inizio al posto di un Gilardino volitivo ma lontanissimo parente di quello ammirato negli anni d’oro. Sulle ali ci saranno Salah e Joaquin, tenuti a riposi e centellinati negli ultimi tempi grazie soprattutto ad una rosa larghissima.

Stefano Mastini

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