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Un doloroso passaggio di consegne tra Tuchel e Hjulmand, una competizione europea abbandonata troppo presto, un campionato fatto di alti e bassi che ha portato all’esonero dello stesso allenatore danese ed un futuro incerto per la probabile partenza dei giocatori migliori. La situazione del Mainz al  momento non è delle migliori ma, nonostante tutto, la squadra di Magonza può avere la certezza di poter contare sul suo piccolo grande gioiello: Johannes Geis. Il centrocampista classe  ’93 si sta dimostrando il vero trascinatore della squadra a dispetto della giovane età e, tra gol, assist e grandi giocate, rimane il vero faro in grado di poter far luce in questo buio tunnel da cui i Nullfunfer sperano di uscire al più presto.

TALENTO PRECOCE – Johannes Geis è cresciuto nelle giovanili del Greuther Furth, squadra che anche i meno “aficionados” del calcio tedesco ricorderanno in ogni caso per aver affrontato lo scorso anno l’Amburgo nello spareggio valido per l’accesso alla Bundes. Proprio nella squadra con il trifoglio il giovane Johannes esordisce in prima squadra a soli 17 anni, ma già allora si fa notare per carisma e qualità. Rimarrà a Furth fino al 2013, anno in cui viene prelevato dal Mainz di Thomas Tuchel: non è un caso che le strade del centrocampista e dell’allenatore si siano incrociate, visto che l’enorme intelligenza calcistica che li accomuna aiuterà Geis a crescere enormemente dal punto di vista tattico. Nella squadra di Magonza si ambienta subito, diventando titolare e giocando ben 33 partite. Per lui soltanto un gol, ma ben 7 assist che aiuteranno la squadra a guadagnarsi i preliminari di Europa League. A fine stagione Tuchel abbandona la squadra, ma Hjulmand vede in lui il giocatore adatto a cui affidare le chiavi della squadra. il rendimento di Geis sale vertiginosamente così come i suoi gol: fino ad oggi ne sono 4, con due assist e tanta qualità in mezzo al campo, variabile che rende il Mainz tra le squadre più imprevedibili della Bundes. Anche con l’esonero del tecnico danese il ruolo di Johannes non è stato messo in discussione ed il centrocampo della Coface Arena rimane una sua esclusiva proprietà. La precocità nel raggiungere la prima squadra ha viaggiato a braccetto con quella nell’essere convocato nelle nazionali giovanili: nel 2008 era già in Under 16, procedendo di anno in anno fino ad arrivare all’Under 21, di cui è già un perno insostituibile. Dopo l’esordio nell’agosto 2013, già nove presenze per lui e la certezza che presto anche Loew arriverà a bussare alla sua porta.

CASA E CHIESA – Nonostante la grande appariscenza in campo, Johannes è un ragazzo molto umile, affezionato alla famiglia e che ha sofferto non poco il grande passo dalla piccola realtà di Furth ad una squadra affermata come il Mainz. Ha più volte ribadito le difficoltà di iniziare a viaggiare da solo, esplorare nuove realtà senza gli amici e la famiglia, ma ciò è servito enormemente a farlo crescere come uomo e come calciatore. Ragazzo mammone, attaccato ai cardini e alle tradizioni della famiglia, voglioso di diventare papà e devoto a Dio, la sua storia può essere sintetizzata dai suoi tatuaggi: “Amore e famiglia” su un avambraccio, la data di nascita un di un bicipite ed una croce sull’altro con inciso “Dio benedica la mia famiglia”. Da un ragazzo così “tradizionale” non ci si aspetta poi chissà quanta scaramanzia, ma invece anche Geis ha i suoi rituali pre-partita: “Indossare sempre prima il calzino destro, poi il sinistro; scarpa destra e poi sinistra. Lo so che può sembrare strano, ma è un rituale che mi ha sempre portato bene“. 19 anni ed una voglia incredibile di essere trascinatore e protagonista, con una straripante personalità che di certo gli aprirà le porte dei grandi palcoscenici: ” Lo so, sono ancora giovane, ma nel calcio bisogna spesso prendersi delle responsabilità e, anche se in campo ci sono giocatori più “anziani”, io non mi tiro mai indietro“.

LEADER DAI PIEDI FATATI – Ok, ha carattere, ma cosa lo rende un giocatore speciale? Johannes Geis è un centrocampista moderno, capace di essere efficace in entrambe le fasi ed aiutare la squadra sia in fase di possesso che di non possesso. In difesa è il tipico giocatore che non tira mai indietro la gamba (come dimostrano i diversi cartellini rimediati in carriera) e che insegue l’avversario pressandolo a tutto campo. Quello che sembrerebbe un tipico mastino come se ne vedono a bizzeffe nel calcio di oggi, si trasforma completamente una volta conquistato il pallone: ha una eccezionale sensibilità in entrambi i piedi, che sfrutta alla perfezione per creare gioco, dettare i tempi alla squadra, lanciare verso la porta i compagni e calciare con precisione qualsiasi palla inattiva. I tanti assist che accumula nel suo curriculum sono la dimostrazione della visione di gioco di questo ragazzo, che però non disdegna di proiettarsi sulla trequarti e cercare la porta: Hjulmand sotto questo punto di vista gli ha dato maggiori libertà, riuscendo ad esaltare la potenza e la precisione sia del suo destro (piede naturale) che del suo sinistro ( non naturale ma quasi). La grande personalità porta i compagni a cercarlo spesso durante il giro palla, il che lo rende automaticamente il fulcro del gioco e della manovra. Ultima avvertenza: se giocate contro di lui state molto attenti a commettere falli dai 30 metri in giù. Di certo non è come subire un calcio di rigore, ma Johannes Geis ha mezzi balistici per essere una vera e propria sentenza. Noi vi abbiamo avvisati, poi non lamentatevi se non avrete Mai(nz) una gioia!

 

Se le parole non vi bastano, largo alle immagini: ecco alcuni dei colpi di cui il giovane Geis è capace. Buon divertimento!

 

 

 

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