SHARE

napoli dinamo mosca higuain europa league

Predica equilibrio Benitez in casa Napoli, nel disperato tentativo di allentare la tensione che da giorni avvolge la squadra, reduce dalla disfatta di Verona. Il riscatto come un obbligo, la risposta attesa a ore, la qualificazione a portata di mano ma ancora da conquistare. Il Napoli col 3-1 dell’andata l’ha di fatto ipotecata, almeno sulla carta. L’ultima parola spetterà al campo, in una cornice che si annuncia infuocata. Credono nell’impresa i russi ma il pallino è nelle mani degli azzurri i quali già hanno dimostrato di essere superiori sul piano qualitativo.

SCELGO TE – Le incognite sono legate alla formazione, dettata più dagli infortuni che non dal libero arbitrio del tecnico. Lasciati a casa Koulibaly e Gargano, da valutare le condizioni di Maggio e dello stesso Inler, reduce da tre partite consecutive e già a corto di fiato. Scelte quasi obbligate dunque, con Andujar tra i pali e la solita linea a quattro: Albiol e Britos in mezzo e Ghoulam a sinistra. Sul versante opposto, dovrebbe spuntarla proprio l’esterno vicentino che nel frattempo, durante la conferenza stampa di vigilia, ha annunciato il suo addio alla Nazionale italiana. Le note dolenti (non è una novità) riguardano il centrocampo. Con El Mota Gargano fuori causa e con un Inler che rischia di finire come detto fuori giri, la scelta potrebbe cadere su David Lopez e su Jorginho, atteso un po’ come il Messia.

AMARCORD – Davanti la solita “rissa”, con Gabbiadini certo di una maglia, eletto titolare quasi a furor di popolo. Dubbi sulla collocazione: in mezzo, in luogo di Hamsik, oppure spostato sulla fascia? Se lo slovacco dovesse accomodarsi in panchina, l’ex doriano si sistemerebbe alle spalle della punta mentre, in caso contrario, sarebbe dirottato sull’esterno con Mertens o Callejon sulla corsia opposta. Centravanti, manco a dirlo, Gonzalo Higuain, tenuto in fresco a Verona proprio in vista della Dinamo. Toccherà a loro riportare il Napoli ai quarti di finale di una competizione europea. Un traguardo tagliato per l’ultima volta nel 1989. Era il Napoli di Maradona,  finito sul tetto d’Europa dopo la magia di Stoccarda.

 

SHARE