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Tracollo Roma: i giallorossi in appena 22 minuti prendono tre gol dalla Fiorentina all’Olimpico e parte la contestazione dei tifosi, che prima escono dallo stadio e poi tornano nel finale per insultare i calciatori, richiamati sotto la curva al fischio finale. Nel post partita, con ancora negli occhi l’immagine dell’ennesimo spettacolo poco edificante per il nostro calcio, è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium il direttore sportivo Walter Sabatini, che ha fatto il mea culpa per il periodo nero della squadra di Garcia: “Questa squadra stasera ha scontato gli errori che ho fatto io. Ne devo prendere atto, li ha scontati anche l’allenatore. Ho fatto un errore a gennaio, la squadra aveva bisogno di rinforzi in attacco; io ho fatto delle scelte che immediatamente non hanno prodotto risultati e la squadra ha scontato tanto quest’assenza”.

Il ds romano, celebrato in estate come re del mercato, fa dunque da parafulmine anche sulle prestazioni dei singoli che non stanno assolutamente brillando nonostante siano in squadra da due anni o più, oltre che sull’operato del tecnico: le dimissioni però non sono un’opzione. “E’ facile autodenunciarsi senza effetti secondari; quel che ho detto varrà in futuro. Ora non mi dimetto, sarebbe una fuga e non scappo, ma provo a pensare ai punti che ha perso la squadra, alle conseguenze e nei prossimi mesi vedremo“, ha dichiarato Sabatini, che poi ha parlato anche di Salah, obiettivo giallorosso sfumato nel mercato invernale, a cui sono stati preferiti due oggetti misteriosi come Doumbia ed Ibarbo: “Salah? E’ un giocatore da rimpiangere, è un altro errore che ho fatto. Sono errori riversatisi sulla squadra, ma sono errori miei“.

Molto forte la contestazione dei “tifosi”, che hanno lanciato oggetti contro i giocatori nel finale di partita: “Ho sentito cose molto gravi da parte dei tifosi, ma noi siamo responsabili di questo gruppo di calciatori, dei quali io sono comunque orgoglioso, anche se stanno attraversando un periodo nefasto. Però dobbiamo proteggere i nostri ragazzi, l’ultimo obiettivo rimasto, il secondo posto, è ora quello più importante“. La Roma è sempre più una polveriera, e che le colpe non siano tutte di Sabatini, andato davanti ai microfoni per metterci la faccia, è sotto gli occhi di tutti.

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