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Ieri la Roma ha vissuto una delle giornate più complicate della gestione Garcia. L’eliminazione dalla Europa League maturata con un netto 3-0 a favore della Fiorentina già nei primi 22 minuti del ritorno del derby italiano degli ottavi di finale scotta ancora il giorno dopo, tanto che il ds Walter Sabatini ha messo in discussione se stesso in conferenza stampa post-partita, pur respingendo qualsiasi ipotesi di dimissioni. Ma i segnali di disfacimento sono ormai diventati allarmanti come attesta la dura reazione della curva giallorossa subito dopo il fischio finale del match perso contro i viola.

RABBIA – Già a fine primo tempo in verità gli ultras della Roma avevano inscenato una clamorosa protesta uscendo dallo stadio e lasciando sugli spalti soltanto uno striscione dal testo inequivocabile: Roma s’è rotta ed c…. a presto”, seguito da un più sintetico ma altrettanto duro “Mercenari”. Dopo i 90′ di gioco Totti ed altri giocatori sono andati a parlare con i tifosi delusi ed inferociti per l’andamento della squadra, che praticamente dal 7-1 incassato contro il Bayern Monaco in Champions League lo scorso 21 ottobre non è più stata la stessa. Il capitano della Roma, stando a quanto rapportato dalle immagini e da chi era presente, ha dovuto subire i cori di protesta dei propri supporters ascoltandone le ragioni in silenzio.

SIAMO CON RUDI – Tutto ciò non sembra però intaccare la fiducia dei tifosi della Roma in Rudi Garcia, sostenuto da cori e dall’ennesimo striscione:Garcia non si tocca, a chi non sta bene: calci il bocca, atti che fanno seguito alle parole dello stesso allenatore francese che aveva dichiarato di non voler diventare un peso per il club. Anche il dg Baldissoni aveva in un certo senso messo in discussione il tecnico transalpino parlando di riflessioni da fare a fine maggio in caso di mancati obiettivi stagionali. Fatto sta che per la Roma resta soltanto il campionato da portare fino in fondo, mentre le dirette rivali per un posto Champions, Napoli, Fiorentina e Lazio hanno anche Coppa Italia ed Europa League da affrontare e corrono il doppio. Ed in questo momento sono proprio i cugini dell’altra sponda di Roma a preoccupare: solamente un mese e mezzo fa i biancocelesti (che non hanno impegni europei ma si giocheranno l’accesso in finale di Coppa Italia col Napoli) erano a -12 dai giallorossi mentre oggi tallonano Totti e compagni ad una sola lunghezza di distanza.

IL CROLLO – Un andamento figlio di un crollo verticale repentino quanto inarrestabile, attribuibile ad una emorragia di pareggi e sconfitte che ancora oggi la Roma non riesce a tamponare. E’ impietoso il confronto con quanto fatto un anno fa, quando i capitolini avevano 61 punti in classifica, 11 in più degli attuali 50. Dopo la vittoria controversa in casa dell’Udinese dello scorso gennaio che aveva avvicinato la Roma alla Juventus in maniera sensibile con un solo punto di differenza, la squadra di Garcia ha mollato sia sul piano psicologico che fisico pareggiando ben 8 gare e perdendone una, riuscendo a vincere solamente nella trasferta di Cagliari. Un crollo che ha permesso alla Juventus di mettere un vuoto di ben 14 punti fra se e la Roma.

TROPPI ERRORI – Spiegare i motivi di questa crisi che nessuno mai si sarebbe immaginato porterebbe via un giorno intero, ma tanti sono i motivi di dubbio e fra questi le incertezze di un calciomercato invernale che ha portato a Trigoria giocatori infortunati o palesemente non utili come Doumbia, Ibarbo e Spolli, senza dimenticare il nervosismo che giocatori ed allenatore hanno manifestato nei momenti clou della stagione (il riferimento è alla sconfitta di novembre contro la Juventus), tutti fattori che pare abbiano minato la fiducia dei giocatori in Rudi Garcia. Ma il tecnico sta facendo il possibile per imbarcare quanta meno acqua possibile in una situazione che diventa sempre più pesante, l’unica cosa da fare in casi come questi è lavorare, professare unità e fare affidamento sull’orgoglio degli uomini prima ancora che dei calciatori.