Back To The Future #18: Serie A, Benitez e il Napoli crollano

Back To The Future #18: Serie A, Benitez e il Napoli crollano

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Appuntamento settimanale di Back To The Future, la nostra prospettiva sul futuro della Serie A alla luce degli ultimi risultati di ieri sera. Classifica che si sta via via componendo a fronte di alcuni punteggi totalmente ribaltati rispetto alla scorsa stagione. Ecco il focus completo sulla 28° giornata di Serie A. L’attuale classifica è uno specchio della Serie A attuale, non bisogna lasciarsi ingannare dai risultati a “viaggio in corso”, cerchiamo di guardare alla totalità del campionato con occhio critico, anche perchè le partite per se stesse possono risentire di fatti casuali capaci di far passare brutte settimane ai tifosi/allenatori delle varie squadre.

BACK TO THE FUTURE REGOLE STESURA Si parte dai dati del 2013/14, ovvero dalla classifica dello scorso anno di Serie A, prendendo in considerazione le squadre che, ovviamente, non sono retrocesse, motivo per cui questa indagine non potrà prendere in considerazione il potenziale andamento di Empoli, Cesena e Palermo, non esimendosi però dal dimenticarsi i punti messi in campo contro le altre squadre, cioè i risultati di queste 3 saranno comunque conteggiati successivamente. Andiamo passo, passo:

1 – Raccolta dati: classifica Serie A stagione 2013/14.

2 – Sostituzione delle partite dell’anno scorso con quelle già giocate finora con risultati di punti in valore assoluto (Esempio: Fiorentina-Inter 2013/14 3 punti Inter, Fiorentina-Inter 2014/15 3 punti Fiorentina –> +3 Fiorentina -3 Inter nella nostra statistica) che saranno addizionati al punteggio finale ottenuto in classifica l’annata precedente.

3 – Rimozione di tutti i punti fatti contro le squadre retrocesse rispetto all’anno prima (Si sommano i punti ottenuti nelle 6 partite giocate contro Catania, Livorno e Bologna).

4 – Aggiunta dei punti ottenuti negli incontri già giocati contro le squadre neopromosse (ovvero i punti che sono stati fatti finora, se già giocato, contro Empoli, Cesena e Palermo).

5 – Shakerare, agitare bene et voilà, il gioco è fatto.

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CONSIDERAZIONI SERIE A Marcia senza sosta quella della Juventus, ormai è solo e soltanto una questione di numeri e tempi poi si potrà pensare ai festeggiamenti. La situazione venutasi a creare in Serie A è perfetta per i bianconeri, privi di avversari di livello gli uomini di Allegri potranno con tutta calma dedicarsi anche a portare in alto il nome dell’Italia strizzando l’occhio al ranking UEFA e a tutto quello che ne consegue.

Scontro capitolino per il secondo posto in Serie A, se la Lazio non accenna a diminuire i “giri” del suo motore la Roma non resta di certo con le mani in mano, i giallorossi hanno ritrovato la vittoria mettendo finalmente la parola fine ad un periodo terribile in cui sono “volati stracci” e quanto di più si possa avere nella rimessa. Nella nostra proiezione finale gli uomini di Garcia mantengono la seconda piazza incalzati, a debita distanza, dai cugini; è però ancora lontana la “risoluzione dei problemi”, la tappa di Cesena è stata importante soprattutto per i 3 punti, la Lupa dovrà però dimostrare di avere ancora benzina una volta finita la sosta. Di tutt’altro avviso i biancocelesti, “un’aquila nel cielo vola”, sono 13 i punti in più rispetto alle stesse gare della scorsa Serie A, con la piccola aggravante di non poter rispettare il trend contro le neopromosse di appena due punti, quisquilie se si pensa alla crescita della Lazio in generale.

Sotto crolla il Napoli di Benitez, capace di perdere ben 12 punti rispetto alla scorsa stagione, il dato però più pesante è quello relativo al conteggio punti contro le neopromosse, quest’anno appena 5 lunghezze guadagnate in 4 gare, troppo poco per una formazione che vuole puntare ad obbiettivi importanti. L’anno scorso i partenopei si inceppavano di tanto in tanto, eppure non mollavano gli impegni più importanti o, perlomeno, le partite “da vincere”; quest’anno la Serie A ci regala una visione differente, come se dalle parti del San Paolo ci fosse stata un’involuzione soprattutto nell’ultimo periodo dovuta ai tanti impegni e ai pochi ricambi di spessore. Insomma in molti hanno deluso per adesso a Napoli, ma c’ha messo del suo anche il tecnico spagnolo, visibilmente distaccato rispetto all’ambiente come mai nel recente passato. Sampdoria anima e cuore, deciso il miglioramento dei blucerchiati (+11 punti), nella nostra proiezione ancora lontani dai vertici eppure pronti a scattare in un prossimo futuro sempre che le premesse si trasformino in realtà. I recenti risultati contro Inter e Torino hanno lanciato i liguri privi di coppe all’inseguimento delle migliori, il compito di Mihajlovic è quello di mantenere alta l’attenzione dei suoi, chissà che in fondo non ci possa scappare la qualificazione europea. La Fiorentina di Montella rimane aggrappata al gruppo della migliori, il pari di Udine è una mezza soddisfazione, ad un certo punto i 3 punti erano infatti dietro l’angolo, ad onor del vero però i viola non avrebbero meritato il risultato grosso, rischiando persino il crollo nel finale di match. E’ comunque una bella realtà quella gigliata, migliorata di ben 6 lunghezze rispetto alla scorsa Serie A, nel caso in cui i toscani dovessero superare indenni questo periodo ci sarebbe margine per sognare a fronte di un calendario decisamente “tranquillo” nel finale di stagione.

Inter “mille dolori”, ancora con il freno tirato i nerazzurri con tutti i giornali a spiegare come la mancanza di coppe nella prossima Serie A potrebbe essere un bene, sia per loro che per il Milan, peccato che gli impegni facciano anche fatturato, ambizioni, investimenti e via dicendo. Vedere l’afflusso di denaro diminuire è una brutta sconfitta per chi ha sempre avuto come diktat personale quello di migliorare proprio quel punto. Così facendo, alla lunga, i numeri si sgonfiano e con i essi la propria realtà. Chiosa finale sulla lotta salvezza: Parma ormai condannato, le altre sono Cesena, Cagliari e Atalanta. Inutile dire come gli uomini di Zeman e Di Carlo siano quelli a rischiare di più, i bergamaschi potrebbero “dare speranze” ad una di esse, nella nostra proiezione finale di Serie A però non sembrano esserci scossoni di rilievo.

 

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Stefano Mastini