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Una volta lo squadrone rossoblu faceva tremare il mondo. Adesso quei brividi percorrono la schiena del Bologna, si secondo, si vicino alla serie A ma insidiato dalle inseguitrici, minato al suo interno dalla poca fiducia in Lopez, nonostante le dichiarazioni di rito, e penalizzato da un attacco arido, tra i peggiori della cadetteria (Trapani, Catania e Lanciano hanno segnato di più).

Preoccupazioni, ostacoli che separano la compagine emiliana dal ritorno immediato nella massima serie, dopo la retrocessione dello scorso anno. Dopo il suo arrivo, il Presidente Tacopina ha preferito lasciare intatta la struttura tecnica, eccezion fatta per il direttore sportivo Filippo Fusco, comunque dimessosi di sua sponte. Al suo posto quella vecchia volpe di Pantaleo Corvino, tornato nel giro dopo qualche anno di misteriosa assenza. Il progetto, stando almeno alle dichiarazioni e alla campagna acquisti condotta a gennaio, si annuncia solido. La nuova proprietà ha in mente grandi cose, si parla di stadio, di investimenti importanti, per restituire alla squadra il blasone legato ad un passato ormai invecchiato dal tempo.

Tutto, ovviamente, passa dalla promozione, prima quasi scontata e adesso clamorosamente in bilico. Incide non poco la scarsa chiarezza sul futuro del tecnico, quel Diego Lopez che proprio non convince, scelto dal “vecchio” Guaraldi ed ereditato dalla nuova proprietà. L’intento è chiaro: proseguire con l’uruguaiano fino  al termine della stagione e poi intraprendere un percorso diverso, affidando la panchina ad un tecnico di maggiore esperienza. Si correrà il rischio, a meno che la situazione non precipiti.

Nel caso migliore la separazione si concretizzerà a giugno, al di là di quello che sarà il risultato sportivo, altrimenti si procederà durante la stagione in corso di svolgimento. Il destino di Lopez è dunque segnato, mentre non lo è quello del Bologna, chiamato al successo già sabato contro il Livorno. Resta, come già accennato, l’incognita attacco. E’ fermo a dieci reti Cacia mentre Mancosu, arrivato a gennaio dal Trapani, si è trasferito in infermeria dopo appena cinque partite (senza gol). Con Troianiello finito praticamente fuori rosa e Sansone ancora non al top si richiederà un doppio sforzo a Laribi (già otto firme in campionato). Alle spalle il Vicenza dei miracoli corre e non intende affatto fermarsi. Troppo lontano il Carpi, troppo vicini i veneti. Davanti dieci partite, per tornare dalla porta principale nel calcio che conta e per scongiurare il rischio play off. Quelli si che farebbero tremare il Bologna.

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