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La Pallacanestro Cantù ha annunciato l’arrivo di Metta World Peace. C’è la firma e l’ufficialità che l’ex campione Nba in maglia Lakers giocherà per l’Acqua Vitasnella  fino al termine della stagione. Questo il comunicato della società apparso su Twitter questa mattina:

“Il sogno diventa realta! @MettaWorldPeace firma un accordo con @PallCantu fino al termine della stagione.”

Ron Artest, Metta World Peace o anche The Panda’s Friend, qualunque sia il modo in cui lo chiamiamo, resta un giocatore che ha vinto un titolo Nba da protagonista. Nel 2010 fu  decisivo in gara 7 contro i rivali dei Boston Celtics in una partita bloccata e tiratissima, realizzando una tripla ad un minuto dalla fine che risultò assolutamente decisiva per la vittoria finale. A Cantù non si aspettano quel giocatore lì, che a distanza di anni ha perso probabilmente un po’ di condizione fisica, ma un leader in campo e fuori, che possa risvegliare una squadra al di sotto delle aspettative quest’anno, ma ancora in corsa per raggiungere i playoff.

Metta è fermo da dicembre, quando ha concluso l’esperienza in Cina con gli Sichuan Blue Wales anche a causa di un problema che pare si portasse dall’ultima esperienza Nba con i NY Knicks, ma se a Cantù (dove prenderà il posto di Hollis, che intanto è volato in Grecia) sapranno rimetterlo in piedi, avranno a disposizione uno dei migliori difensori visti in America nel primo decennio del 2000, oltre ad un giocatore che in Italia può avere parecchi punti nelle mani (nella sua migliore stagione, con gli Indiana Pacers, ha chiuso con 24.6 di media). Non dimentichiamo il fattore visibilità: un acquisto del genere può riportare un bel po’ di persone al Pianella, può aumentare il merchandising e attirare nuovi sponsor oltre che far felice quelli già presenti. Insomma, un ottimo colpo sotto molto punti di vista per la Pallacanestro Cantù che a questo punto ha la possibilità di dire ancora molto in questa stagione. Questo a patto che  il ragazzo nato a New York porti in Italia esclusivamente il suo talento e non  quel pizzico di follia che lo ha contraddistinto per tutta la carriera, arrivata ai massimi livelli nel famoso “Malice at the Palace”, la rissa tra Detroit e Indiana che gli costò 86 partite di squalifica.