Attenta Serie A, la qualità ed i tifosi ti stanno abbandonando

Attenta Serie A, la qualità ed i tifosi ti stanno abbandonando

san paolo

Il campionato italiano di calcio sarà pure il più difficile del mondo, ma alcuni importanti verdetti come l’assegnazione dello scudetto sono di fatto già stati decisi, stando alle statistiche relative alla nostra Serie A. Prendendo in disamina le stagioni successive al 2006/2007 (che ha rappresentato una vera e propria svolta a causa delle conseguenze di Calciopoli) mai come adesso le posizioni tanto di vertice quanto in coda nella classifica erano apparse così nette. Il vantaggio abissale della Juventus sulla Roma che ha toccato ora ben 14 punti è difatti un vero e proprio record e potrebbe anche aumentare, quando mancano ancora 10 partite al termine del campionato.

SEMPRE PIU’ GIU’ – Discorso simile vale anche per la zona retrocessione, che negli ultimi tempi ha visto le squadre interessate darsi battaglia per raggiungere una soglia di sicurezza sempre più bassa. La Serie A tende insomma verso il basso, in un processo di mediocrità crescente che fa si che i canonici 40 punti per ottenere la permanenza in massima categoria risultino essere anche troppi. Tra le penultime Cagliari e Cesena (che retrocederebbero ad oggi assieme al Parma) e l’Atalanta quartultima c’è uno scarto di 5 punti, con sardi e romagnoli impantanati a 21 punti e gli orobici fermi a 26. Poi c’è molto al sicuro il terzetto Sassuolo-Verona-Chievo a 32. Una situazione simile è avvenuta soltanto nel campionato 2011/2012, che vide alla fine scendere in Serie B Lecce, Novara e Cesena, le quali non riuscirono per l’appunto nell’impresa di colmare il distacco con l’allora quartultima. Aggiungiamo anche che mai si era giunti a dieci giornate dalla fine del campionato con la soglia retrocessione impelagata a soli 21 punti, quota più bassa di sempre in Serie A.

CAUSA ED EFFETTO – Serie A che soffre un picco qualitativo dal punto di vista tecnico per le più disparate cause: anzitutto l’invasione di tanti, troppi stranieri, come denunciato anche da Andrea Barzagli in conferenza stampa nel ritiro della Nazionale, molti di questi non eccellono per l’appunto in qualità fornendo un apporto scarso o nullo alle rispettive compagini. Questa situazione si ripercuote anche sulla Nazionale italiana, con il ct Conte che trova delle difficoltà nel poter effettuare il necessario ricambio generazionale e lo vede puntare sui giocatori azzurri che militano all’estero (Verratti, Pellè, Immobile…) o sugli oriundi (non ultimi “El Mudo” Vazquez ed Eder, che non ce ne vogliono ma non sono certo ai livelli di calciatori naturalizzati quali furono ai tempi Altafini o Ghiggia), cosa che costringe a volte a mettere anche in secondo piano l’esperienza, anche se non sempre questo modo di agire è negativo, infatti in una simile situazione è emerso molto bene con la maglia dell’Italia un elemento come il torinista Darmian.

GLI ALTRI SONO MEGLIO DI NOI – Per concludere il discorso, il depauperamento tecnico e di competitività fa si che la Serie A perda di interesse, come si evince dal valore generale dei diritti tv, che è ben poca cosa se paragonato alla Premier League inglese, e come attestano anche i dati relativi alla media di spettatori allo stadio, sempre più in calo di anno in anno. E come ulteriore esempio basti pensare che nello scorso fine settimana gli appassionati di calcio italiani hanno preferito sintonizzare i propri schermi tv sul grande Clasico Barcellona-Real Madrid, facendo si che il match del Camp Nou risultasse la seconda partita più vista della domenica sera nonostante la bellezza di sei posticipi in Serie A. In più anche i guai del Parma e molte altre vicende collaterali al calcio hanno contribuito a creare un senso di disaffezione generale verso la Serie A, la quale è settimana dopo settimana soltanto un continuo coacervo di polemiche. Ed anche solo tifare diventa sempre più difficile.