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Sono ormai giorni che viene caldeggiato il dibattito sulla Nazionale: oriundi si, oriundi no? A stretto giro di posta dopo le dichiarazioni di Mancini, che di certo non l’ha toccata piano (“penso che un giocatore italiano meriti di andare in Nazionale, mentre chi non è nato in Italia, anche se ha parenti italiani, non credo lo meriti“) ha risposto Eder Citadin Martins, attaccante della Sampdoria che è stato chiamato a vestire l’azzurro nonostante sia nato a Santa Catarina, nel basso Brasile, e possa vantare solamente un bisnonno italiano. “Mancini dice che possono essere convocati solo giocatori nati in Italia? Credo che sia una sciocchezza“, ha dichiarato ad alcuni giornalisti brasiliani, dichiarazioni riportate da La Stampa.

Se vediamo quello che succede negli altri paesi – ha proseguito l’italo-brasiliano – notiamo che vengono convocati molti giocatori che non sono nati in quel luogo: penso a Germania, Olanda e Francia, dove ci sono molti giocatori provenienti dall’Africa. Il problema è che altrove c’è una mentalità aperta, in Italia invece regna il pregiudizio“. Parole forti, con Conte (che ovviamente ha difeso il suo lavoro) e Marcello Lippi che si sono schierati a favore della questione oriundi, mentre Mandorlini ha dato manforte all’allenatore dell’Inter (che ad onor del vero non sembrava poi tanto contrariato quando Prandelli ha convocato Romulo, facendone gonfiare la valutazione, ma questa è un’altra storia, come direbbe un noto cantore di storie calcistiche dei nostri giorni).

Onestamente è difficile capire il motivo per il quale debba essere più etico tenere fuori giocatori che il regolamento ti permette di convocare quando non ci sono reali alternative: Destro ha fatto mezza stagione in panchina e segnato due reti al Milan giocando partite non di grandissimo spessore, chi rimane poi? Sansone e Berardi sarebbero le alternative, ma danno l’impressione di essere entrambi eccessivamente acerbi. Rimane la coppia Immobile-Zaza, non certo ispiratissima, con il napoletano relegato in panchina a Dortmund e il lucano che non segna dal primo di febbraio contro l’Inter. Pellè ha segnato due reti nelle ultime quindici, l’unico attaccante in forma è Manolo Gabbiadini: possiamo permetterci il lusso di tener fuori Eder e Vazquez, due che oltre ai gol hanno dimostrato di giocare bene a calcio, perché ci sentiamo italiani in un periodo storico di abbattimento delle frontiere?

Ricordandoci che dovremmo sentirci italiani tutti i giorni, soprattutto quando facciamo la dichiarazione dei redditi e quando non ci facciamo fare lo scontrino, e non quando un brasiliano viene convocato in Nazionale. Così torna comodo solamente a chi fa demagogia a buon mercato.