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LeBron James Press Conference for 2008-09 MVP

A 3 settimane dall’inizio dei playoff, in Nba sono ancora molte le lotte per guadagnare una posizione migliore negli accoppiamenti, o addirittura un posto tra le prime 8 della conference. Nella western, dove il livello è decisamente più alto, le 8 regine sembrano ormai delineate, con Okc a chiudere la fila, guidata dagli splendidi Warriors di coach Kerr, e da altre 6 squadre che completano una parte di tabellone dall’esito incerto in ogni sfida. In questo momento avremo, oltre che Warriors – Okc, anche Memphis – Dallas, Houston – San Antonio, e Portland – Clippers. L’eastern invece non raggiunge lo stesso livello di spettacolarità. Le prime 5, in ordine Hawks, Cavs, Bulls, Raptors e Wizards, sono tutte squadre che possono arrivare in fondo alla finale di conference ma, dietro di loro, il vuoto o quasi. Ormai certe dei playoff Milwaukee e Miami, entrambe con record negativo, sotto il 50 %, va in scena una sfida a 4 per l’ultimo posto, combattuto da Celtics, Pacers, Nets e Hornets, racchiuse in mezza partita. Dimostrazione della differenza tra le due conference, è il fatto che gli Utah Jazz, undicesimi a Ovest, sarebbero ai playoff a Est, oppure che Dallas, settima a Ovest, sarebbe terza, dietro a Cavs e Hawks, a est.

Prima dell’assegnazione del titolo intitolato a Larry O’Bryan di metà giugno però, ci sono i premi che la lega deve assegnare ai singoli giocatori. Il più importante è naturalmente l’Mvp, Il most valuable player, trofeo che quest’anno, come raramente successo, è combattuto da diversi giocatori, ed è probabile che la decisione verrà presa solo alla fine dell’ultima partita di stagione regolare. Russell Westrbook, James Harden, Anthony Davis, Lebron James, Stephen Curry. Ognuno di loro ha dei validi motivi per portarsi a casa l’Mvp e noi proviamo ad analizzare uno per uno perchè dovrebbe vincerlo e perchè no.

RUSSEL WESTRBOOK

Perchè si – 10 triple doppie in una stagione (in cui ha saltato 25 partite), 4 consecutive, pareggiando il record di un certo Michael Jordan. Questo può essere abbastanza, se consideriamo che tutto è stato fatto con queste medie: 27.3 punti, 8.7 assist, 7.1 rimbalzi, primo per punti per partita. L’assenza di Durant per quasi tutta la stagione, gli ha lasciato più libertà, facendo esprimere tutto il suo potenziale, a volte un po’ nascosto dal talento cristallino del compagno. Ha preso Okc per la mano e ha deciso di trascinarla sulle proprie spalle fino ai playoff, che non erano affatto sicuri ad inizio stagione.

Perchè no – Okc, escluso Durant, che non c’è stato quasi mai, può contare su Ibaka, Adams, prima su Reggie Jackson e Perkins, ora su D.J. Augustin, Kanter, Morrow. Una squadra di ottimo livello, se a coordinare tutti questi metti un giocatore del livello di Westbrook. Allora perchè parliamo dei Thunder che solo a 3 settimane dalla fine della stagione sono (quasi) certi dei playoff? Da un Mvp ci aspettiamo oltre che statistiche personali di altissimo livello, un salto di qualità di tutta la squadra.

JAMES HARDEN

Perchè si – Ecco l’esempio di chi ha una buona squadra, ma non dei fenomeni (la seconda stella del roster, Howard, fuori più di mezza stagione) e la porta fino al terzo posto a Ovest. James Harden, con la sua barba incredibile e il suo modo di giocare ancora più unico, è per molti il candidato numero 1 al titolo di Mvp. 27.1 punti di media, al secondo posto dietro solo a Westrbook, meriterebbe il trofeo per aver portato, in pratica da solo, nei piani alti della Western Conference i suoi Rockets.

Perchè no – Meno spettacolare degli altri, il suo gioco fa ammattire le difese, è un attaccante straordinario, ma non ti fa alzare dalla sedia come gli altri. Punto a suo sfavore, anche se sembra poco importante, ma la Nba è una lega che punta tanto sullo spettacolo. E poi c’è la metà campo difensiva…

ANTHONY DAVIS

Perchè si – Il meno quotato dei 5, ma stiamo parlando di un giocatore che comunque vincerà almeno un Mvp. Destinato a dominare la lega nei prossimi anni, i paragoni con Duncan o Garnett si sprecano. Punti, rimbalzi, stoppate con braccia lunghe che arrivano ovunque, è un giocatore straordinario che quest’anno si è consacrato ad alti livelli.

Perchè no – Le ultime partite dei Pelicans li hanno quasi ufficialmente esclusi dai playoff. Non che fosse il grande obiettivo anche perchè ad ovest era impensabile, ma il decimo posto  è troppo poco per ricevere l’Mvp. Non sono sue le colpe, lui ha mostrato tutto il suo talento, ma una squadra forse ancora non pronta per i playoff, che ha perso anche Holiday per tutta la stagione troppo presto, non aveva molte chance di raggiungere l’ottavo posto.

LEBRON JAMES

Perchè si – Perchè è il giocatore più forte del mondo. Perchè il suo rendimento non è per niente diverso da quello degli altri candidati, semplicemente, quello che per gli altri è incredibile, per lui è la normalità. Come a Miami, all’inizio c’è stata qualche difficoltà, e i maligni già davano per fallimentare il suo ritorno ai Cavs, ma l’ex Heat ha zittito tutti e ora Cleveland è al secondo posto a Est, ma probabilmente è la favorita per le Finals. Ad inizio anno ha detto che ci potrebbe volere più di un anno per vincere il titolo. Ci crediamo?

Perchè no – Un paio di settimane fa ha dichiarato “Ho chiesto al coach di ridurmi leggermente i minuti, devo essere al 100% per i playoff”. “The Chosen One” all’Mvp forse non pensa molto, vuole il titolo con Cleveland, dopo il “tradimento”, i titoli a Miami, e ora il ritorno. Siamo tutti consapevoli che è il numero 1, ma se non vincesse l’Mvp, non ne farebbe un dramma.

STEPH CURRY

Perchè si – Il principale candidato al trofeo. Il miglior giocatore della migliore squadra Nba. I Warriors di quest’anno sono stati straordinari, sono quasi matematicamente sicuri del primo posto a ovest (a Ovest!), hanno il record migliore della lega, e hanno forse l’Mvp della stagione. Giocate spettacolari, sottovalutato in difesa, gestisce alla perfezione tempi e ritmi della squadra, e possiede un tiro da 3 che non ha nessuno al mondo.

Perchè no – Difficile trovare dei motivi per non darglielo. Uno potrebbe essere la squadra in cui gioca. Curry è un fenomeno, e se Golden State vince quasi sempre è grazie a lui, ma anche grazie ad un roster costruito benissimo, pieno di ottimi giocatori, con l’altro splash brother, Thompson, tiratore mortifero e grande difensore, Draymond Green, 4 atipico, forse most improved della stagione, Bogut, centro australiano affidabilissimo in difesa e da buoni movimenti in attacco, Andre Iguodala, possibile sesto uomo dell’anno, sicuramente tra i più forti giocatori che escono dalla panchina in tutta la lega. Insomma, rispetto ad altri, è meno solo e per questo la corsa all’Mvp è combattuta. Ma Golden state senza di lui sarebbe solo un’altra buona squadra ad ovest, e questo conta.