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maurizio sarri

Organizzazione, dedizione, disciplina e tanto entusiasmo. L’Empoli ha conquistato la Serie A diventando, nonostante la posizione in classifica lontana da ogni possibile ambizione europea. Un vero e proprio modello da ammirare ed emulare anche da parte di squadre ben più blasonate. Vero artefice del miracolo Empoli è il tecnico Maurizio Sarri. Una carriera in giro per lo stivale, poche soddisfazioni e tanti esoneri fino a raggiungere l’ “oasi felice” in Toscana, dove ha trovato la dimensione ideale per applicare i suoi principi di calcio.

LA PREPARAZIONE SETTIMANALE DELLA PARTITA: LA TESI DI MAURIZIO SARRI

Solitamente i giovani tecnici si recano dai più esperti e vincenti per apprendere le loro tecniche ed il loro stile, ma ultimamente più che Mourinho o Ancelotti è proprio Sarri il vero “maestro” da studiare: non è un caso che diversi inviati della nazionale si siano più volte fermati al centro di allenamento presieduto dall’allenatore nato a Napoli e che anche un tecnico che ormai ha ben poco da studiare come Mihajlovic abbia voluto “aggiornarsi” recandosi alla corte di Sarri munito di carta e penna. Si è vero, l’Empoli gioca bene, ma cos’è che attira così tanto l’attenzione degli addetti ai lavori nel modo di allenare di Sarri?

I calci piazzati, l’ossessione di Maurizio Sarri

La risposta è semplice: i calci da fermo. Circa il 50% delle reti segnati dai toscani arrivano infatti su soluzioni da palla inattiva. Corner, calci di punizione e addirittura rimesse laterali  sono armi letali che l’Empoli riesce costantemente a sfruttare al meglio prendendo in contropiede anche la difesa più attenta e preparata. Da cosa dipende questo rendimento così alto? Organizzazione, dedizione, disciplina ed entusiasmo. Pare che Sarri abbia nel tempo perfezionato circa venti tipologie di schema per ogni soluzione di calcio di punizione dalla trequarti, per ogni corner ed ogni rimessa laterale, in modo da poter sorprendere l’avversario in qualsiasi momento.

Ovviamente nei venti schemi rientrano anche piccole varianti di movimento, ma ciò non cambia il risultato finale. Prima di ogni match, Sarri sceglie soltanto tre delle situazioni preparate, che vengono adattate all’avversario da affrontare. Con questo metodo anche il miglior “studente” tra gli allenatori avversari che, in via puramente teorica, fosse in grado di ricordare tutti gli schemi dell’Empoli, sarebbe in ogni caso impreparato essendo all’oscuro di quelli selezionati per la gara in questione.

L’Empoli dei miracoli fa scuola

C’è da dire che tutta questa meticolosità si deve anche e soprattutto allo spirito di sacrificio dei giocatori che, essendo consapevoli dei loro limiti tecnici e del divario che li separa dalle big della Serie A, riescono a comprendere che episodi come quelli preparati dal loro allenatore possono spesso essere decisivi per acciuffare punti preziosi. Le ore intere dedicate a queste fondamentali situazioni potrebbero, ad esempio, non essere viste di buon occhio da eventuali big, abituati a vincere le partite da soli o comunque attraverso un gioco incentrato maggiormente sul loro talento che sull’organizzazione di squadra.

Forse è proprio per questo che Sarri potrebbe trovare delle difficoltà nell’imprimere gli stessi concetti all’interno di un top club che, a differenza del suo Empoli, potrebbe peccare di presunzione e tralasciare dettagli fondamentali. Ciò non toglie che le tecniche di Sarri hanno intrigato diversi top manager che, pian piano, stanno iniziando a sviluppare il suo metodo di lavoro. L’apripista è stato Mihajlovic, anch’egli particolarmente affascinato dalle soluzioni sui calci piazzati, ma nulla esclude che in futuro tanti altri tecnici possano recarsi dall’umile e meticoloso Sarri per poter imparare qualcosa in più studiando l’Empoli dei miracoli.

Gli esempi utili

Se le parole non vi sono bastate, ecco un esempio pratico di ciò che si vede in partita dopo gli allenamenti di Sarri: la partita in questione è quella dello scorso novembre, in cui la squadra toscana è riuscita ad avere la meglio sulla Lazio (squadra che ultimamente sta forse facendo vedere il miglior calcio in Serie A) per 2 a 1. Vediamo come sono maturate le due reti, entrambe ovviamente su calcio piazzato.

EMPOLI-LAZIO, 9 novembre 2014

1-0, GOL DI BARBA

valdi

Calcio d’angolo dal lato sinistro: l’incaricato (Valdifiori) indica lo schema numero 3 ed in area i suoi compagni iniziano a muoversi di conseguenza

empoli maurizio sarri schema
empoli maurizio sarri schema

Due giocatori dell’Empoli si posizionano nell’area piccola. Obbligano così la difesa laziale a schiacciarsi mentre, allo stesso tempo, Maccarone e Barba si muovono prendendo la ricorsa su due direttrici diverse. Maccarone taglia sul primo palo attirando l’attenzione di un altro difensore. Barba sfrutta il pessimo posizionamento di Ciani per attaccare in corsa il centro area.

Barba 2Il pallone di Valdifiori arriva in area con i tempi giusti e Barba riesce ad impattare con forza: Cavanda è in ritardo per poterlo ostacolare e Ciani, troppo statico, non può che essere sovrastato dall’avversario. Il pallone si spegne alla sinistra del portiere e l’Empoli passa in vantaggio. Da notare come la squadra di Sarri riesca a sfruttare l’unico 1 vs 1 con condizioni di vantaggio per l’attaccante.

2-0, GOL DI MACCARONE:

Valdi 2

Calcio di punizione dal lato sinistro: sulla palla Mario Rui e Valdifiori, il quale chiama lo schema alzando le due braccia. In area due giocatori in maglia azzurra si posizionano al di là della linea laziale.

empoli schema punizione maurizio sarri
empoli schema punizione

A sorpresa, a calciare la punizione è Mario Rui. I giocatori posizionati in off-side effettuano un blocco sul difensore laziale De Vrij, impedendogli di seguire il taglio di Maccarone. Il passaggio del terzino portoghese, infatti, è diretto proprio verso il centravanti.

Mac 2

Maccarone, partito in posizione nettamente regolare, si ritrova a tu per tu con il portiere con i difensori completamente tagliati fuori dal suo movimento. Il bomber firma il raddoppio, sfruttando alla perfezione l’ennesima situazione preparata meticolosamente dal suo allenatore. È vero che ciò che si prova in allenamento spesso non si verifica in partita. Però quando ciò accade è di certo merito del gran lavoro compiuto in settimana da giocatori e staff tecnico.

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