Non fischiate Antonio Conte

Non fischiate Antonio Conte

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Da condottiero a “Contestato”. Questa l’incredibile parabola di cui è stato protagonista Antonio Conte negli ultimi tre giorni, nell’opinione di una certa fetta di tifosi juventini. La nazionale è arrivata a Torino dove domani sera affronterà in amichevole l’Inghilterra in quello Juventus Stadium che per tre anni ha osannato il proprio allenatore e che ora sembra pronto a riservargli bordate di fischi dopo il caos Marchisio.

Qualcosa di assolutamente folle. Fischiare Antonio Conte significa essere ingrati. Conte ha raccattato una squadra allo sbando, reduce da due settimi posti, e l’ha portata in vetta all’Italia in tempi record, vincendo tre Scudetti e stabilendo un record di punti (102) pressoché imbattibile. Fischiarlo significa cancellare tutto ciò e dimenticare quella storia che solo vincendo la Juve di Conte era riuscita a scrivere.

Già questo basterebbe a capire perché Conte non va fischiato. Per quanto concerne il caso Marchisio, appare quantomeno difficile addurre responsabilità al commissario tecnico. E’ inspiegabile il perché si sia data la colpa a Conte solo per aver convocato un pilastro della nazionale in una partita importantissima per qualificarsi agli europei. Che poi Marchisio si sia infortunato (o forse no) nel riscaldamento della seduta di rifinitura non dipende certo da Conte né, come ha assurdamente affermato Elkann, dai suoi pur duri carichi di lavoro. Pertanto, non fischiate Conte perché un tifoso juventino che fischia Conte non è un tifoso juventino. Anzi, probabilmente non è nemmeno un tifoso.