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zigoni

Uno su rigore, uno di destro, l’altro di testa. Gianmarco Zigoni ha calato il tris nella sfida vinta dalla sua Spal al “Del Conero” di Ancona, toccando così quota 8 reti in 13 partite giocate con la maglia dei ferraresi. Il figlio d’arte è in un momento d’oro (ben sei centri nelle ultime quattro sfide, tutte vinte dagli estensi) e sta trascinando la gloriosa Spal in posizioni più consone alla sua blasonata storia. Gol pesanti, spesso decisivi tanto da portare in dote almeno 12 punti. Un bottino niente male, dunque, per un ragazzo sulle cui spalle grava la responsabilità che deriva da un cognome pesante e mai troppo amato a Ferrara.

Zigoni senior, non schierato titolare dall'allenatore del Verona Valcareggi, si presenta in panchina con pelliccia e cappello.
Zigoni senior, non schierato titolare dall’allenatore del Verona Valcareggi, si presenta in panchina con pelliccia e cappello.

BESTIA NERA- Papà Gianfranco, istrionico attaccante anni Settanta/Ottanta con oltre 60 gol all’attivo in Serie A regalati ai tifosi di Juventus, Roma, Genoa e Verona, nel corso della sua carriera non si è certo fatto amare dai biancazzurri, incrociandoli spesso e trafiggendoli praticamente sempre. Proprio contro la Spal, nell’ultima giornata del campionato 1962-63, l’allora 18enne “Dio Zigo” realizza il suo primo gol in A, impedendo agli spallini di espugnare il Comunale di Torino (decisivo il suo centro per il 2-2 finale). Il 12 marzo 1967, alla sua seconda esperienza juventina, la storia si ripete, con Zigoni che infila una doppietta alle spalle di Ernesto Galli determinante per il 2-1 finale. Nella stagione successiva Zigo-gol incide ai tifosi biancazzurri una ferita che fa ancora male. È l’ultima giornata e la Spal ospita la Juventus con l’intenzione di batterla per salvarsi, mentre per i bianconeri si tratta della classica partita di fine stagione senza particolari obiettivi (lo Scudetto l’ha vinto già vinto il Milan da tempo). Per tutti ma non per uno. Zigoni segna dopo appena 9 minuti, modificando un risultato che non cambia più: ad oggi, quella partita è l’ultima disputata dalla squadra di Ferrara nella massima serie.

Il tempo passa, Zigoni lascia la Juve, ma l’incubo per la Spal prosegue. L’attaccante nel 1972 passa al Verona, segna meno delle precedenti annate ma è molto amato dai tifosi per le sue gesta (non prettamente calcistiche). Nella stagione 1974-75 si trova nuovamente di fronte i suoi avversari preferiti e li punisce in due occasioni: una in Coppa Italia (gol decisivo per il 2-1 finale in favore dell’Hellas), l’altra in campionato. Era il 19 gennaio 1975: quarant’anni dopo la storia, per i supporters ferraresi, sembra finalmente cambiata.

DIMENTICARE IL PASSATO- Zigoni Jr sta dunque riuscendo nell’impresa di far dimenticare le “malefatte” del padre. Arrivato a Ferrara nel gennaio scorso dopo un’infelice esperienza a Monza (un solo gol, tanta panchina e enormi problemi societari), il ragazzo classe ’91 si è ambientato alla perfezione, mettendo in mostra le qualità che nel 2009 gli valsero la chiamata del Milan. Dopo l’esordio in A (28 marzo 2010, contro la Lazio), l’attaccante ha ripercorso le orme dei tanti giovani calciatori nostrani, mandati a girovagare in giro per l’Italia senza un minimo di lungimiranza. Nel 2010 passa in comproprietà al Genoa, che a sua volta lo gira in prestito al Frosinone (un gol in sette presenze). Nel 2011 il Milan riscatta il suo cartellino ma lo manda immediatamente in prestito all’Avellino in Lega Pro: con gli irpini Zigoni segna 11 gol in 30 presenze che gli valgono il ritorno in cadetteria, alla Pro Vercelli. In Piemonte resta sei mesi, gioca col contagocce e torna nuovamente all’Avellino, trascinandolo in Serie B con 6 gol in 10 partite (tra cui quello decisivo di Catanzaro). Nonostante l’ottimo rendimento, i lupi irpini non lo riconfermano e il ragazzo di Oderzo l’anno successivo è nuovamente in Lega Pro, a Lecce. L’ottima media gol (alla fine realizzerà 10 gol fra campionato e Coppa Italia) non gli basta per assicurarsi la permanenza in Salento e allora il “Cobra” (soprannome che l’attaccante si porta dietro dalle giovanili) migra ancora, Monza e poi Ferrara. Dove sembra esser definitivamente sbocciato.