Italia-Inghilterra, tre crucci più uno per Antonio Conte

Italia-Inghilterra, tre crucci più uno per Antonio Conte

Italy Training Session & Press Conference

Un tempo per parte ed un pareggio più che giusto, contro un’Inghilterra che approfitta delle (poche) distrazioni di un’Italia con tante novità ed il solito rendimento altalenante. Buffon più impegnato di Hart, ma quando si hanno contro Rooney e Kane ci può anche stare; non male l’intesa tra Pellè ed Eder. Al termine del match il ct Conte può essere tutto sommato soddisfatto, ma almeno tre spunti di riflessione possono aiutarlo a migliorare ancora questa nazionale, rendendola maggiormente competitiva in vista degli Europei del 2016.

1- Grandi con le grandi, piccoli con le piccole, il solito problema derivante, molto probabilmente, dal modulo impiegato dal tecnico. Il 3-5-2 offre grande copertura in fase difensiva, è ottimale per sviluppare l’azione in contropiede e subire poco nonostante il pallino del gioco tra i piedi degli avversari, ma allo stesso tempo priva l’attacco di qualche uomo di troppo quando è l’avversario a chiudersi dietro la linea della palla. Contro l’Inghilterra, al netto di cambi ed esperimenti, la prestazione è in ogni caso da ritenersi positiva e probabilmente, se il match avesse avuto una valenza, sarebbe stato anche vinto. Il problema nasce contro le “piccole” dove, numeri alla mano, un difensore in meno ed un attaccante in più potrebbero fare la differenza. La speranza è quella di vedere un giorno una nazionale maggiormente elastica anche se, giocando così, è possibile sopperire al gap tecnico che ci separa dalle big d’Europa e giocarcela contro chiunque.

2- Bisogno di personalità, specialmente a centrocampo. L’assenza di giocatori come Pirlo, De Rossi e Marchisio tende a farsi sentire, specialmente per  il carisma e l’autorità in mezzo al campo, zona principale per gli equilibri del modulo di Conte. Valdifiori è un uomo d’ordine, ma manca di quel “quid” che porta i compagni a fidarsi di lui e ad entrare con costanza nel vivo dell’azione; questo “quid” sembra averlo Verratti, ma probabilmente non ha ancora la maturità per potersi caricare la squadra sulle spalle né le caratteristiche tecniche che lo rendano una pedina irrinunciabile per Conte. C’è poco da fare, senza almeno uno dei tre senatori si fa fatica ed i vari Soriano, Bertolacci e Parolo non possono, da soli, fare la differenza.

3- Esterni essenziali, ma c’è bisogno dei giusti interpreti. Contro gli inglesi Darmian e Florenzi, al netto di qualche errore in impostazione, hanno giocato in maniera ordinata e tatticamente impeccabile, togliendo profondità e ripartendo con i tempi giusti. Nella ripresa dei giocatori più “indisciplinati” come Antonelli e Abate hanno messo nei guai più volte il terzetto arretrato, aprendo varchi alle catene terzino/mezzala/esterno degli avversari a causa di errori di posizione. Per mantenere la solidità difensiva tanto ricercata da Conte c’è bisogno di una grande concentrazione da parte della linea a 5 ed errori come quelli visti nella ripresa possono essere a dir poco letali. Probabilmente con il rientro di De Sciglio, il recupero di Santon e l’innesto di De Silvestri, trasformato sempre più in un “soldatino” da Mihajlovic, Antonio Conte potrà avere maggiori certezze e, soprattutto, interpreti che si prestino maggiormente al tipo di calcio che lui spera di vedere.

BONUS, 4- Menzione speciale per Pellè, che ha dimostrato di poter fare lo Llorente e che, forse proprio per questo, sembra intrigare Antonio conte. Purtroppo per il ct Eder, Immobile e Vazquez non sono Tevez, ma in ogni caso l’ attaccante del Southampton pare essere l’unico attaccante con una struttura fisica tale da poter sfruttare le palle lunghe ed i cross dal fondo. La batteria degli attaccanti è folta e le coppie possibili sono tante e ben assortite. Bisogna capire cosa frulla per la testa di Conte che, in vista degli Europei, potrebbe ricorrere a qualche esclusione eccellente per poter sfruttare al meglio il materiale a sua disposizione. Oriundi si, oriundi no…polemica inutile, tant’è che quelli che hanno fatto vedere le cose migliori sono il brasiliano, l’argentino e quello che gioca in Inghilterra.