Canovi: “Assurdo abolire l’albo dei procuratori”

Canovi: “Assurdo abolire l’albo dei procuratori”

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Dario Canovi, agente FIFA, descrive in maniera critica la decisione di cancellare l’albo dei procuratori liberalizzando così la professione, parlando anche del ruolo del mediatore nelle trattative di mercato.

LA CORRIDA – Canovi dichiara: “Con questa azione adesso per diventare un intermediario basta semplicemente iscriversi ad una sorta di elenco ideato dai ‘geni’ della Federazione, è sufficiente pagare una tassa di circa 300 euro e dire di essere una persona perbene per entrare nel mondo del calcio e gestire affari multimilionari, il tutto senza la necessaria preparazione. In questo modo viene minata la professionalità alla base e si potrà assistere un calciatore nonostante la totale assenza di preparazione”.

POCA CHIAREZZA – Per Canovi “l’abolizione dell’albo degli agenti FIFA è una conseguenza di quanto affermato di recente dal procuratore generale della Cassazione, per il quale la malavita è entrata di prepotenza ne calcio. Infatti il ruolo dell’intermediario è moto delicato e ci sono delle possibilità di riciclare denaro gestendo grossi somme e godendo anche di libere provvigioni, nonostante la raccomandazione di attenersi al 3%. Il tutto avviene su indicazione della FIFA di quell’altro ‘genio’ di Blatter e per motivi e scopi ben precisi che sono facilmente immaginabili ma che non descrivo perché non voglio beccarmi una querela”.

PERICOLO – Per concludere Canovi afferma sulla vicenda: “Non riesco a capire come mai l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) non si sia fatta sentire in tutto questo visto che le prime vittime di questo ‘dilettantismo legalizzato’ saranno proprio i giocatori. Se le cose andranno bene un atleta si ritroverà ad assere assistito da un dilettante allo sbaraglio, se andranno male ci si ritroverà ad avere a che fare con un delinquente. Forse il problema è stato sottovalutato e postposto ad altre tematiche ritenute più importanti nella politica del pallone quando invece l’argomento sarebbe dovuto essere oggetto di discussione prima di ogni altra cosa”.